lunedì 21 dicembre 2015

U TOCCU (LEGGASI U TUCCU) IL SUGO DI CARNE ALLA GENOVESE, MA NON SOLO

Quando mi dicono che noi genovesi siamo tirchi , rispondo sempre che non è proprio così: siamo delle persone parsimoniose. Che la cosa è ben diversa.
In una terra angusta, dove le montagne si incontrano immediatamente con il mare, abbiamo dovuto organizzarci e imparare a sfruttare i piccoli spazi. Anche se Genova nei secoli passati era detta la Superba, sopratutto per i suoi commerci marini con tutto il mondo, la sua popolazione, nobili a parte,  rimaneva abbastanza povera e di origini contadine.
E' da qui, che abbiamo imparato a risparmiare, specialmente in cucina, dove, con un pezzo di carne e un po' di pomodoro, si prepara un meraviglioso sugo alla genovese detto U Toccu, che ci fa, sia da primo che da secondo piatto.
La preparazione del Toccu, richiede cura e dedizione, e sopratutto molte ore di cottura. In pratica si fa un arrosto cotto nel pomodoro, con il quale sugo si condiscono le tagliatelle o i ravioli, mentre la carne si mangia per secondo.
Come dicevo richiede dedizione, perché certo, non lo si può mica dimenticare sul fuoco, ma avendone le adeguate attenzioni, vi usciranno un primo e un secondo piatto da leccarvi i baffi.
U Toccu era un piatto tipico natalizio, anche perché la carne, costava molto e non era alla portata di tutti, oggi, dato la sua lunga preparazione, oltre ad essere un piatto per le feste, è diventato anche la classica ricetta della domenica.
Mi ricordo ancora il profumo che si sprigionava nelle scale la domenica mattina, già dalle prime ore: le signore preparavano il soffritto molto presto, per poi servire in tempo i commensali dopo la messa delle 11.
Piccola, ma doverosa precisazione: come ho scritto più volte, le ricette della tradizione, hanno diverse versioni. Questa è quella della mia nonna, alla quale mi ispiro sempre per le ricette genovesi, ma da ricerche che ho effettuato sui vari trattati di cucina di Genova, ho trovato che U Toccu si può preparare sia con l'aggiunta di funghi e pinoli (come faccio io), sia senza.


Ingredienti per 6 persone

  • un pezzo di matamà (reale) da 1,2 kg
  • una carota
  • una costa di sedano
  • una cipolla
  • una scatola di pelati (in realtà andrebbe fatto con il solo concentrato, ma a me piace più cosi)
  • 350 g di concentrato di pomodoro (circa due tubetti)
  • 30 g di porcini secchi
  • 50 g di pinoli
  • 1/2 bicchiere di vino rosso
  • una tazza di acqua calda
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • una foglia di alloro
  • un chiodo di garofano
  • noce moscata q.b.
  • brodo di carne q.b. (di emergenza in caso il sugo si asciughi troppo)
  • zucchero q.b.
  • sale e pepe nero di mulinello q.b.

U toccu originale andrebbe preparato nella pentola di coccio, ma in sua assenza possiamo utilizzare anche una di ghisa o una di metallo senza problemi.
Mettete in ammollo i porcini secchi per una ventina di minuti, trascorso questo tempo, strizzateli e tagliateli grossolanamente assieme ai pinoli.
Tritate finemente sedano, carota e cipolla e rosolateli in pentola a fuoco lentissimo con 5 cucchiai d'olio extravergine d'oliva.
Unite poi la carne, rosolatela per bene da tutti i lati a fuoco medio, facendo attenzione a non bucarla e sfumate con il vino rosso.
Ora passate i pelati al passaverdure e metteteli nella pentola con la carne, aggiungete anche il concentrato di pomodoro sciolto in una tazza d'acqua calda, unite il chiodo di garofano, una generosa grattata di noce moscata, funghi e pinoli, la foglia di alloro, una punta di cucchiaino di zucchero, sale pepe.
Abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere con il coperchio per almeno 3 ore.
Cuocete poi ancora per un'ora senza coperchio così da far restringere il sugo.
Controllate spesso u Toccu , fate attenzione che la carne non si attacchi al fondo.
Se per caso il sugo dovesse asciugarsi troppo, aggiungete un poco di brodo di carne.
Trascorse le 4 ore di cottura dovrete ottenere un sugo molto scuro, denso, e "stretto" mentre la carne al suo interno dovrà risultare tenerissima, tanto da esser tagliata con la forchetta.

Separate il sugo dalla carne, con il primo, condite tagliatelle o ravioli, utilizzate poi la carne arrosto come secondo piatto contornata da patate al forno oppure come vuole la tradizione più stretta, purè di patata o patate bollite schiacciate condite con un filo di olio e sale.

domenica 20 dicembre 2015

VELLUTATA DI ZUCCA ARROSTO CON MAZZANCOLLE E SPECK

Verrà un giorno in cui riuscirò a dormire almeno fino alle nove? Non dico tanto, un sabato o una domenica...
No, perchè qui, tra lo spignattare e le pulizie varie casalinghe, più lavatrici a non finire, regali, lavoro, assemblee condominiali che mi accingo ad avere... non riesco mai a dormire 8 ore filate per notte.
Arriverà un giorno, lo so... ma non sarà sicuramente durante questo periodo natalizio.
Stasera vi propongo una ricettina per le feste davvero carina.
Una semplice crema di zucca, prima passata in forno, con uno sprint in più: le mazzancolle grigliate assieme allo speck.
Arrostendo la zucca in forno, prima di cuocerla, donerete un sapore diverso alla vellutata, davvero particolare.



Ingredineti per 4 persone:
  • 500 g di zucca mantovana
  • una patata di media grandezza
  • uno scalogno
  • 4 mazzancolle
  • 2 fette di speck
  • 5 rametti di rosmarino 
  • mezzo litro di brodo di verdure
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale e pepe nero di mulinello q.b.

Tagliate la zucca a fette longitudinali di circa 5 cm di spessore.
Distendete le fette su una placca da forno leggermente unta, unite i rametti di rosmarino e cuocete tutto in forno per una mezz'oretta a 180°C.
Quando la zucca sarà tenera, estraete la placca dal forno e lasciate intiepidire.
Nel frattempo affettate sottilmente lo scalogno, tagliate la patata a piccoli cubetti e rosolate tutto in una casseruola con 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva. 
Eliminate la scorza alla zucca e unite la polpa alla padella con le patate e lo scalogno. Rosolate pochi minuti, quindi unite il brodo caldo.
Lasciate sobbollire tutto per una ventina di minuti a fuoco lento, poi passate con il frullatore ad immersione, così da ottenere una crema densa. Aggiustate di sale e pepe nero.
Dividete a metà le fette di speck e ogni fettina su ogni mazzancolla.
Cuocete le mazzancolle in una padella bollente dove avrete scaldato un filo di olio extravergine d'oliva. Cuocete i crostacei 5 minuti per lato.
Adagiate sul fondo di un piatto la vellutata di zucca den calda, poi completate con una mazzancolla arrotolata nello speck, un filo d'olio a crudo e una spolverata di pepe.




venerdì 18 dicembre 2015

PAGELLO ALLA LIGURE

Preparare il pesce alla ligure è uno dei metodi più sempici al mondo.
Non ci vuole una scienza. 
Questo post avrei anche potuto evitare di metterlo, se non fosse che volevo mostrarvi la bellezza di questo pagello che abbiamo comprato assieme a mia mamma sabato scorso in pescheria.
Tanto che persino la commessa, dopo che ho scelto nel mucchio il mio bel pezzo, mi ha dato dell'occhietto fine. Diciamoci la verità, sul bancone di esposizione, tra i pesci interi di grande pezzatura, non tutti brillavano di freschezza, alcuni avevano anche un giorno di vita.
Ma il pagello che ho scelto io, questo in foto, era davvero fantastico, brillava di luce propria, bello sodo dalle squame compatte. Insomma un bel pesciolino appena pescato.
Ora, per la ricetta non sto a darvi tante dosi, non servirebbe a molto, vi indico solo i passi principali. Il resto viene da se.


Prendete un bel pesce, che sia pagello, orata, branzino, o meglio pesce povero tipo il besugo (occhione in italiano) non importa, e calcolate 250 g a commensale, quindi se a tavola siete in 4, vi occorrerà un pezzo da un chilogrammo.
Eviscerate il pesce, praticando un taglio netto partendo dalla pancia fino su tra la gola. Poi, eliminate tutte le squame: utilizzate la parte del coltello che non taglia e cominciando dalla coda, "fategli il contropelo", le squame verranno via in un baleno.
Sciacquate e asciugate con carta assorbente.
Adagiate il pesce su una placca da forno ben oliata, o foderata con carta apposita, e riempite la cavità della pancia con rosmarino, uno spicchio di aglio, qualche foglia di salvia, capperi (se vi piacciono) e qualche oliva taggiasca.
Completate distribuendo intorno e sopra il pesce a piacere pinoli, olive taggiasche, foglioline di salvia, aghetti di rosmarino e un filo di olio extravergine d'oliva.
Io nel pesce non metto sale, perchè se freschissimo, non ha bisogno di esser salato. Avrà ancora la salsedine naturale del mare.
Infornate a 180°C per circa 20 minuti a chilogrammo. La cottura sarà perfetta quando vedrete che l'occhio diventerà completamente bianco.
Servite caldo condendo con il fondo di cottura e un filo di olio extravergine d'oliva a crudo.




giovedì 17 dicembre 2015

GNOCCHETTI ALLA BORRAGINE, TOTANETTI SALTATI E SALSINA DI POMODORO

Ecco che ho disatteso tutti i miei programmi e buoni propositi per dicembre!
Come avevo predetto! Probabilmente, questo è il vero programma che sono riuscita a rispettare: eludere tutti i miei progetti!
Comunque tornado alla cucina, che è meglio, lasciamo perdere la mia perpetua disorganizzazione, l'altra sera ho preparato a marito questo squisito e un po' diverso primo piatto.
Ora, mentre impastavo gli gnocchi, ero molto perplessa dalla consistenza dell'impasto, mentre li scottavo in acqua bollente ancora di più, quando li ho ripassati in padella nel burro, è stato amore a prima (o quasi) vista. Morale della favola, non spaventatevi se l'impasto degli gnocchi risulta un po' troppo morbido. Si stabilizzerà durante la cottura.
Ammetto che questa preparazione sia un poco difficile e impegnativa, vi ritroverete poi con una marea di padelle di varie dimensioni da lavare, ma potrebbe essere un'idea per la cena della vigilia di Natale. Magari se non siete in troppi attorno al tavolo.


Ingredienti per 4 persone 

Per gli gnocchi:
400 g di borragine (in alternativa spinaci teneri)
300 g di ricotta di pecora
60 g di farina 00
60 g di pecorino grattugiato, non troppo stagionato
un tuorlo d'uovo
noce moscata q.b.
olio extravergine d'oliva q.b.
2 noci di burro
sale e pepe nero di mulinello q.b.

Per la salsa:
800 g di polpa di pomodoro
una cipolla
una foglia di alloro
zucchero q.b.
olio extravergine d'oliva q.b.
sale e pepe nero di mulinello q.b.

1 kg di totani 
prezzemolo q.b.


Pulite le foglie di borragine e lessatele in acqua bollente per pochissimi minuti, scolatele e strizzatele molto bene, così da eliminare l'acqua in eccesso. Tagliatele a listarelle.

Passate al setaccio la ricotta e raccogliete tutto in una ciotola, unite la farina, il tuorlo d'uovo, sale e pepe a piacere, una generosa grattugiata di noce moscata e il pecorino. Mescolate gli ingredienti fino a ottenere un impasto omogeneo. Aggiungete anche le erbette e amalgamate.
Fate riposare l'impasto in frigorifero una mezz'oretta.

Intanto preparate il sugo, soffriggendo a fuoco lento la cipolla tritata in 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva. Unite poi la foglia d'alloro e la polpa di pomodoro, correggete di acidità con una puntina di cucchiaino di zucchero. Aggiustate di sale e pepe.
Cuocete il sugo a fuoco lento per una mezz'ora, finché non si sarà completamente ristretto.

Riprendete l'impasto per gli gnocchi, trasferitelo sulla spianatoia ben infarinata e fatene tanti cilindretti, staccatene dei pezzetti e piano piano, passandoli tra le mani, ricavate delle palline leggermente più grosse di una nocciola.
Una volta terminato l'impasto, tuffate gli gnocchi in una pentola ricolma di acqua bollente salata e, appena verranno a galla, scolateli con la schiumarola e distendeteli su di un largo piatto di portata.

Eviscerate i totani, eliminate il dente centrale quindi, lavatele e tagliate a rondelle le teste e dividete a metà i tentacoli.
Trasferiteli in una padella caldissima con un filo di olio extravergine d'oliva, saltateli per una decina di minuti a fuoco vivace, mescolando spesso.

Sciogliete il burro in una larga padella, unite gli gnocchi e dorateli su tutti i lati.

Servite il piatto con sul fondo un poco di salsina di pomodoro, i totani saltati al centro e gli gnocchetti intorno. Completate con una spolverata di pepe e un filo di olio extravergine a crudo.





martedì 8 dicembre 2015

LA BÜTTEGHETTA MAGICA, DOVE TUTTI ABBIAMO SOGNATO AMMIRANDO LE SUE VETRINE

A Bütteghetta Magica, o la bottega dei presepi, chiamatela come volete è un punto di riferimento per tutti i genovesi che amino fare il presepe.



Questo piccolo negozio all'angolo tra Via della Maddalena e Vico Inferiore del Ferro, nel quartiere storico de La Maddalena, risale al 1830 come ci mostrano le lavagnette appese ai cancelli dell'entrata.


Meta fissa di ogni bambino, e non solo, ci si ferma ad ammirare la bellezza delle sue vetrine che dai primi di novembre di ogni anno cominciano a mostrarci i migliori tipi di accessori meccanizzati per la costruzione del presepe.


Nella vetrina a che da su Vico del Ferro troverete invece, una varietà di sorprendente di statuine preziose: sono interamente fatte e dipinte a mano, decorate poi con stoffe e tessuti preziosi.


Non fermatevi solo all'esterno, entrate e scoprite un mondo davvero fatato.
Come un intero scaffale di casette per adornare il vostro presepe.



Distese di statuine a perdita d'occhio dalle più pregiate di terracotta realizzate a mano alle più semplici di plastica.



Alla Bütteghetta Magica, trovate veramente di tutto, e non sto scherzando!
Guardate la varietà di accessori: secchi, animali, piccoli tegami e pentole di rame, palmizi e fascine.



Piccoli cestini intrecciati a mano.


Oltre a qualsiasi tipo di personaggio immaginabile da rappresentare nella vostra scenografia della natività!


Ma non pensiate che d'estate questa attività chiuda i battenti: diventa l'emporio degli accessori casalinghi!
E anche qui si che c'e' da divertirsi, ma questa è un'altra storia che
magari vi racconterò quest'estate!


Un piccolo posticino nel cuore di Genova, città che non ti aspetti dalle mille sorprese, come una bottega dei questo genere, tanto preziosa e tanto cara a noi abitanti, anche grazie alla gentilezza e disponibilità di Daniela, la titolare, che con la sua esperienza decennale sa indirizzarvi al meglio nelle vostre scelte.

Ricapitolando, se passate da queste parti, non perdete l'occasione di ammirare queste vetrine. Entrata pure, la signora Daniela vi accoglierà splendidamente nella sua bottega pronta a soddisfare ogni vostra richiesta!

domenica 6 dicembre 2015

TANTE STELLE PER UNA CROSTATA NATALIZIA

Penso che a fare una crostata di marmellata, siamo quasi tutti capaci a farla, quindi non mi dilungherò molto nella sua spiegazione.
Rimane però uno di quei dolci che riscaldano sempre l'anima. Io la preparo spesso, perché uno dei dolci preferiti da marito e, ha il vantaggio di conservarsi qualche giorno, quindi la colazione per lui è assicurata.
Poi l'altro giorno, guardando Pinterest, ho avuto un input per preparare questa versione natalizia. Molto semplice. 
Niente di trascendentale, ma mi è sembrata un'idea carina.
Due cose fondamentali, mi raccomando: pasta frolla fatta in casa e marmellata di ottima
qualità e ben densa!



Ingredienti per una teglia da 24 cm
  • pasta frolla
  • marmellata secondo i propri gusti, magari non troppo dolce
  • zucchero a velo
Stendete metà della pasta frolla in un disco dello spessore di mezzo centimetro, quindi rivestite una teglia adatta alle crostate.
Stendete uno strato sottile di marmellata sul fondo della pasta frolla.
Stendete la rimanente pasta, sempre di mezzo centimetro di spessore, quindi con un taglia biscotti, ricavate abbastanza stelle per coprire l'intera crostata. Sovrapponetele leggermente una all'altra, cercando di non uscire con le punte dai bordi.
Infornate a 180°C per 25-30 minuti, fino a quando la crostata comincerà a colorirsi leggermente in superficie.
Lasciate raffreddare e servite con una spolverata di zucchero a velo.

sabato 5 dicembre 2015

IL MERCATINO DI SAN NICOLA

Ecco il post che avrei comunque pubblicato oggi 5 dicembre. E ci arrivo per un pelo!
Un racconto in differito del Mercatino di San Nicola dove sono stata oggi. Ma vi spiego meglio...
Dal 1986, anno della sua fondazione, questo mercatino natalizio è diventato meta obbligatoria per gli acquisti di tutti i genovesi.
Situato in Piazza Piccapietra, è organizzato dall'ONLUS Associazione Volontari Mercatino di San Nicola, che a fine evento dona il ricavo dell'intero mese ad associazioni a scopo benefico che opera attivamente sul territorio genovese.

Oggi nel primo pomeriggio, vi ho fatto un salto e, credetemi, qui potrete trovare davvero di tutto!

L'artigiano che impaglia a mano e vende le sedie a lui prodotte.



Palline per l'albero di Natale originali, fatte e/o decorate mano.


E palline che vengono dalla Russia


Oppure oggetti davvero particolari: lo scaldasonno, pieno di noccioli di ciliegia che, scaldati nel forno di casa, rilasciano un benefico calore, oppure, candele intagliate dalle forme più strambe!

Agende e quaderni dalle copertine svariate interamente rilegati a mano

Sali, spezie e tisane.

Luci e lampade d'atmosfera.


Fino ad arrivare alle cosine buone da gustare.

E ai presepi.

Poi, curiosando tra un banco e l'altro, troverete anche un presepe tutto genovese.

Bene, spero di avervi incuriosito.

Troverete le bancarelle dell'artigiano nel Mercatino di San Nicola da oggi fino al 23 dicembre. 

Cosa aspettate, e poi ricordate: è tutto a scopo benefico!


RAVIOLI ALLA GENOVESE

Classico natalizio della cucina genovese, un piatto de Raiö è veramente immancabile sulla tavola di Natale degli abitanti del capoluogo ligure!
A dire la verita' penso che ogni famiglia genovese, che si sia mai cimentata nella preparazione di questi ravioli, abbia la sua personale e cara ricetta.
Il cuciniere Genovese, riporta nell'elenco degli ingredienti per la preparazione dei ravioli, anche animelle, cervella e filoni. 
Ma a noi non piacciono, quindi li omettiamo allegramente.
Il fatto e' che quando si confeziona questa pasta ripiena, si comincia e non si finisce letteralmente piu'. 
Qualche giorno fa, quando li ho preparati, e poi debitamente surgelati, sono andata avanti ad oltranza e ne sono venuti fuori 320. Il "brutto" è che quando cominci, e come me dosi gli ingredienti a occhi, non finisci più.
Esistono due scuole di pensiero che io non mi sento di criticare assolutamente: i "tradizionalisti" li preparano a mano, "i tradizionalisti moderni", come me, usano il raviolamp. A voi la scelta!


Ingredienti

Per la pasta
300 g di farina 00
200 g di semola
2 uova
acqua q.b.
sale q.b.

Per il ripieno
500 g di vitella, possibilmente matama' (spalla)
200 g di salsiccia
3 mazzetti di boraggini
100 g di scarola
un uovo
100 g di grana padano grattugiato
una carota
una costola di sedano
una cipolla
un pugno di maggiorana fresca tritata
noce moscata q.b.
sale e pepe di mulinello


Preparate la pasta mescolando sul piano di lavoro le due farine. Fate al centro un piccolo cratere e rompetevi le uova, unite u pizzico di sale e mescolate, piano piano con la forchetta incorporando la farina. Quando comincera' a risultare secco unite un poco di acqua e cominciate a impastare energicamente con le mani. Unite abbastanza acqua fino ad avere un impasto omogeneo, liscio e sodo. Il tempo medio perche' la pasta risulti pronta e' di 15 minuti di lavoro energico.
Avvolgete tutto nella pellicola e lasciate riposare in frigorifero un'oretta.

Dedicatevi intanto al ripieno.
Lavate in abbondante acqua la scarola e le boraggini, dopo aver avuto cura di togliere l'anima, quindi lessatele brevemente in acqua leggermente salata. Mettete tutto a scolare in un colino, fate raffreddare. Strizzate bene tra le mani le verdure, cosi che lascino tutta l'acqua e sminuzzatele molto fini.
Lavate e mondate sedano e carota, pelate la cipolla e tritate tutto molto finemente al mixer. Soffriggete in padella con 3 cucchiai d'olio a fuoco vivace fino a quando il trito sara' appassito. Unite la vitella tagliata a pezzi grossi e rosolatela su tutti i lati, abbassate il fuoco e cuocete con il coperchio per una ventina di minuti.
Eliminate il budello alla salsiccia, sbriciolatela e unitela nella casseruola con la vitella. Mescolate bene per insaporire, cuocete ancora 10 minuti, in modo chela salsiccia si rosoli bene, quindi spegnete il fuoco e fate raffreddare.
Tritate la carne, ecco qui ci sono due scuole di pensiero, chi passa al tritatutto, ma a me non piace, perche' rimane una poltiglia, oppure passate tutto al trita carne, o piu semplicemente andate di braccia, utilizzando la mezzaluna per tritare tutto finemente.
In una capiente ciotola mescolate con le mani le carni e le verdure tritate, gli ingredienti dovranno essere ben amalgamati cosi' da unire i sapori.
Aggiungete l'uovo leggermente battuto, il formaggio, la maggiorana, una generosa grattata di noce moscata, sale e pepe. Rimestate tutto nuovamente utilizzando le mani.
Dovrete ottenere un impasto piuttosto sodo e leggermente umido. Assaggiate, eventualmente aggiustate di sale o maggiorana oppure formaggio, a seconda dei vostri gusti.
Lasciate riposare il ripieno per una mezz'oretta in frigorifero.

Ora preparate i ravioli.
Premessa, io uso il raviolamp, o ravioliera chiamatela come volete. So che non e' cosa molto consona ai puristi, ma io mi trovo molto bene.
Stendete due sfoglie di pasta non troppo sottili, adagiatene una sulla ravioliera ben infarinata, quindi riempite con il ripieno, non troppo, i buchini, coprite con un'altra sfoglia. Premete bene, passate il matarellino sul dorso dei vostri ravioli, infine girate tutto e ritagliate con la rotella dentellata.
Stendete i ravioli su di un vassoio ben coperto di semola e continuate fino all'esaurimento degli ingredienti.


Consigli sul condimento
Se li fate piu' piccolini, e sopratutto se vi piace, potete gustarli in brodo, possibilmente di carne e non di dado.
Un bel ragu' classico, non e' assolutamente sdegnato da questi ravioli, ma anche di salsiccia.
Nessuno vieta di mangiarli in bianco, burro e parmigiano, assaporerete ancora di piu' il gusto del ripieno.
Ma ATTENZIONE, la tradizione vuole che questi vengano conditi con il tocco (u toccu) tipico sugo genovese. Si tratta di un sugo fatto con un pezzo di carne intero, cotto per molte ore a fuoco lentissimo, con il quale sugo si condiscono i ravioli, mentre il pezzo di carne viene consumato come secondo. (piu' avanti vi raccontero' anche questa ricetta)
Anche un bel sugo di funghi, magari freschi in stagione, condisce bene i ravioli, ma devo svelarvi un segreto, non ditelo a nessuno: li mangio anche al pesto! (shhhh!)



POLPETTONE DI CARNE E SALSINA DI POMODORO AI FUNGHI SECCHI

Come al solito non sono riuscita a mantenere i miei impegni, ed eccomi qui pronta a recuperare. Manco esattamente da 3 giorni! 
Sempre nell'ottica del risparmio e riciclo, ho approntato questo bel polpettone di avanzi, atto al riutilizzo degli avanzi di carne, di pane e quant'altro.
Notate bene, che in questi polpettoni, più cose si mettono, più vengono buoni, quindi spazio alla fantasia.
Unico consiglio che mi posso permettere di darvi è quello di utilizzare una percentuali di salsiccia, superiore alla carne magra, la ricetta verrà più saporita e, nel contempo, la preparazione eviterà di asciugarsi troppo durante la cottura.
Le dosi che indico sono puramente indicative, qui non si stanno a guardare le quantità precise, questo piatto è uno di quelli da fare a occhio, basta rispettare la piccola regolina che vi ho inserito sopra. Comunque provo subito a darvi qualche indicazione.



Ingredienti per 6 persone

  • 50 g di carne di manzo o vitello magra
  • 100 g di prosciutto cotto
  • 300 g di salsiccia
  • 200 g di pane secco di buona qualità
  • 20  g di funghi secchi
  • una manciata di castagne lesse, o altra frutta secca a piacere
  • 2 uova
  • 50 g di formaggio grattugiato tipo Grana
  • mezza cipolla
  • una carota e un sedano piccoli
  • latte q.b
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • una foglia di alloro
  • noce moscata q.b.
  • pane grattugiato q.b.
  • sale e pepe nero di mulinello q.b.

Per la salsa di accompagnamento

  • 400 g di passata di pomodoro
  • uno scalogno
  • 25 g di funghi secchi
  • 20 g di pinoli
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale e zucchero q.b.
Tritate sedano, carota e cipolla finemente, quindi soffriggeteli in padella con un cucchiaio d'olio. Una volta appassito il trito, unitela carne di manzo a cubetti e fatela cuocere a fuoco lento per una decina di minuti. 
Nel frattempo mettete in ammollo i funghi secchi nell'acqua calda, e il pane nel latte.
Passate il contenuto della padella nel vaso del mixer, unite i funghi strizzati, il prosciutto e avviate l'apparecchio, dovrete ottenere un composto molto fine.
Raccogliete in una larga terrina, aggiungete la salsiccia sbudellata e sgranata, le castagne, il pane strizzato, le uova, condite con sale, pepe e una generosa grattata di noce moscata. Infine unite anche uova e formaggio.
Impastate tutti gli ingredienti con le mani, così da rendere il composto omogeneo e sodo.
Sistemate l'impasto su un foglio di carta da forno spolverizzata di pane grattugiato e, aiutandovi con la carta, formate un bel rotolo alto e lungo.
Riponete in frigo per una mezz'ora buona, lasciandolo coperto nell'involucro.
Ora riaprite la carta, condite con unfilo di olio, adagiate sulla cima del polpettone una foglia di alloro, richiudete la carta e passate in forno a 180° per un'ora circa.
Passati 45 minuti, controllate il vostro polpettone, se vi sembra che abbia assunto un bel colore marrone chiaro, aprite il suo involucro e terminate la cottura scoperto.
Nel frattempo preparate il sugo per accompagnarlo tritando uno scalogno e facendolo rosolare assieme ai pinoli in padella assieme a 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva.
Una volta appassito lo scalogno, unite i funghi secchi, ammollati e tritati grossolanamente, fate insapore qualche minuto, poi aggiungete la salsa di pomodoro. Unite la punta di un cucchiaino di zucchero e aggiustate di sale.
Cuocete il sugo per una ventina di minuti a fuoco bassissimo, così che diventi un poco più spesso e saporito.
Servite il polpettone a fette accompagnandolo con la salsina di pomodoro calda. 
A piacere potete metterlo sopra, a coprire il polpettone, oppure sotto, a "specchio" e se, vi aggradano, una spolverata di pinoli tostati.


mercoledì 2 dicembre 2015

AGGIORNAMENTO SUL MIO CALENDARIO DELL'AVVENTO!

Solo due giorni e già mi sto divertendo a preparare questo calendario dell' avvento completamente personalizzato per marito. 
Inoltre vorrei rendervi partecipi anche dei modi in cui confeziono queste piccole, più o meno, 24 sorprese. 

Innanzi tutto ho comperato per 2 euro da Tiger delle bellissime targhette con i numeri da 1 a 24 ... 

Poi un po' di fantasia e materiali riciclati ed ecco i miei primi due pacchetti! 

Primo dicembre: una pagina di un vecchio libro, spago arrotolato Ikea, occhio che va a ruba subito, e un poco di scotch! 
Siete curiosi di sapere l'interno? 
Delle piccole gocce di Rosolio prodotte da una nota cioccolateria di Genova: Viganotti.


Secondo giorno, oggi, un tubo circolare golosissimo! Attenzione, non sono Pringles, ma burrosissimi canestrelli di Torriglia! Altra specialità ligure! 
Anche qui pochissimi cent per celare questo regalo: mezzo foglio di carta velina arrotolato doppio, un biglietto augurale stampato da Pinterest e spago di Tiger! 

Bene, è ora di andare a nanna, vi terrò aggiornati spesso su questa mia piccola, grande  impresa! 





martedì 1 dicembre 2015

INSALATA DI POLLO, CAVOLO, TACCOLE E MELOGRANO

Benvenuto Dicembre!
E benvenute "spignattate" diurne e notturne in cucina... quelle un po' meno, però.
Ho il piacere di annunciare una maratona natalizia sul blog, ogni giorno un post diverso per Natale. Spero di mantenere i miei impegni!
Partiamo con una sana ricetta da riciclo. Certamente nei banchetti festivi qualcosa avanza sempre, quindi, ho pensato a questa insalata di pollo, leggera, con verdure al vapore.
Qui utilizzo il cavolo viola, ma è una scelta puramente estetica, non vincola la realizzazione della ricetta. Potete inserire cavolfiore, broccolata, insomma,quello che più vi aggrada.



Ingredienti per 4 persone

  • avanzi di pollo arrosto, arrosto di manzo o vitello, lesso (quello che avete in casa)
  • un cavolo viola
  • 150 g di taccole
  • 2 carote
  • chicchi di melograno a piacere
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • semi di sesamo tostati q.b.
  • sale q.b.

Tagliate a listarelle la carne avanzata e raccoglietela in una ciotola.
Lavate il cavolo viola, dividetelo in cimette, quindi cuocetelo a vapore per 5 minuti al massimo.
Lavate le taccole, spuntatele e cuocete anch'esse a vapore per non più di dieci minuti.
Entrambe le verdure dovranno rimanere croccanti, non troppo cotte.
Tagliate le taccole a pezzi grossi e raccoglietele insieme al cavolo nella ciotola con la carne.
Pelate e lavate le carote, quindi, con il pelapatate, ricavate dei nastri sottili tagliando per la lunghezza.
Condite con sale e olio a piacere, poi trasferite in piatto di servizio.
Decorate con i chicchi di melagrana, i semi di sesamo e servite.

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