Al Centro di Priocca ero già stata, ma mancavo da anni. Ci sono tornata con un bel ricordo e ne sono uscita pensando: altro che posticino, questo è un posticcione coi controfiocchi.

Di Priocca, nei miei ricordi, rimangono una grande chiesa, le case raccolte nel centro e questo ristorante. Siamo nel Roero, e qui la famiglia Cordero porta avanti una storia cominciata nel 1956.
Anni fa ero venuta per il fritto misto: un intero percorso dedicato al fritto, dal salato al dolce. Una di quelle occasioni che si ricordano a lungo. Esiste ancora, viene proposto da gennaio a marzo ed è bene prenotarlo con largo anticipo.
In altre visite avevo conosciuto il resto della cucina e visitato la cantina: bellissima, ricchissima di bottiglie di grande pregio. Una selezione costruita nel tempo, che custodisce anche annate risalenti agli anni Sessanta.
Questa volta, però, sono tornata per un pranzo diverso.
UN’ELEGANZA CHE MI PIACE ♥
Ho ritrovato Il Centro rinnovato, ancora più elegante di come lo ricordavo. Tavoli ampi, tovaglie bianche, acqua e pane. Una semplicità curatissima, accompagnata da un servizio preciso, discreto, mai pomposo. È un’eleganza che mi piace: ti mette a tuo agio e lascia spazio al pranzo.
A tavola

Il pane fatto da loro
E il pane merita una parentesi: fatto da loro, a lievito madre, accompagnato dalla focaccia al rosmarino e dal pane sfogliato all’acciuga. Senza dimenticare gli ottimi grissini alla piemontese.

I piccoli assaggi
Il pranzo si apre con quattro piccoli assaggi: una cialdina verde con tartare di tonno, una panna cotta al gorgonzola su cialda, un piccolo cannolo ripieno di coniglio con maionese al pomodoro e una finta ciliegia con un cuore di paté di fegato.
Fra questi bocconi, il mio preferito è stato quello al paté.

I ravioli di coniglio
Sono arrivati poi i ravioli di coniglio, crema al formaggio e terra di nocciole. Una forma allungata, quasi a caramella, una preparazione ricercata, eppure al primo assaggio mi hanno riportata a una sensazione molto precisa: i ravioli di casa, quelli della domenica. Quelli speciali, che non si preparavano tutti i giorni.
È una cosa che mi colpisce sempre, quando succede: riconoscere un sapore familiare dentro un piatto così curato.

La prova del piccione
Sul secondo, invece, ho deciso di fare la difficile.
Ho ordinato il piccione con fegato grasso, radicchio e pere. Quando trovo il piccione in carta mi incuriosisco: è una carne sulla quale, per il mio gusto, la cottura fa tutta la differenza. Qui volevo proprio mettere alla prova la cucina.
La prova, direi, è stata superata a pieni voti.
La carne era cotta esattamente come piace a me e le diverse consistenze della pera rendevano ogni boccone interessante. È stato uno dei piatti di piccione più buoni che abbia mangiato. Pochi elementi riconoscibili, molto lavoro dietro e un equilibrio che nel piatto sembrava naturale.

Gli altri commensali
Gli altri commensali hanno scelto anche i peperoni ripieni con salsa all’aceto balsamico, la guancia di manzo con fichi e purè di patate e il filetto di vitello in crosta con zucca, amaretti e mostarda.

Nel bicchiere
Nel bicchiere avevamo un’Alfiera 2021 dei Marchesi Alfieri, Barbera d’Asti Superiore.

Nocciola
Poi è arrivata la nocciola.
Sul menu il dolce si chiama semplicemente così: Nocciola. Nel piatto c’erano gelato, torta, mousse e nocciole tostate, un piccolo percorso attraverso consistenze diverse. Ma il punto sul quale mi sono fermata, e sul quale potrei tornare ancora parecchie volte, è stato il tortino tiepido di nocciole con cuore morbido di cioccolato bianco.
Credo che quello me lo ricorderò per molto tempo.

La piccola pasticceria
A chiudere, un’ottima piccola pasticceria, servita su un piatto di porcellana a fiori dal gusto vintage. Dire che era bello è poco.
Il Centro, in realtà, era già entrato anche nella mia cucina. Anni fa avevo comprato il loro ricettario e ne avevo preparato qualche ricetta, tra cui il coniglio con zucchine e uova di quaglia in carpione. E poi ci sono quegli agnolotti della domenica con il sugo di fegatini, altro ricordo sul quale potrei dilungarmi felicemente.
Davanti al nuovo libro, pubblicato per il settantesimo anniversario del Centro, la tentazione di portarmene a casa uno c’è stata. Ho lasciato perdere: entrare con un altro libro di cucina potrebbe compromettere il mio matrimonio.
Ci tornerei? ♥
Sono tornata a casa con il sapore dei ravioli ancora in testa. E con quello del tortino tiepido di nocciole con cuore morbido di cioccolato bianco, che da solo mi farebbe ripartire.
Il Centro di Priocca: indirizzo e prezzi
Dove
Via Umberto I 5
12040 Priocca (CN), nel Roero.
Cucina e riconoscimenti
Cucina piemontese di famiglia.
Una stella nella Guida Michelin 2026.
Nel nostro bicchiere
Alfiera 2021 dei Marchesi Alfieri,
Barbera d’Asti Superiore.
I miei piatti da ricordare
I ravioli di coniglio, il piccione e il tortino tiepido di nocciole con cuore morbido di cioccolato bianco.
I prezzi del menu
Menu fotografato durante la visita del 17 ottobre 2026.
- Due portate salate e un dolce, oppure formaggio
- 85 €
- Tre portate salate e un dolce, oppure formaggio
- 105 €
- Menu degustazione, per tutto il tavolo
- 125 €
Prezzi a persona riportati in carta, non il totale del nostro conto.
Il dettaglio da sapere
Il percorso di fritto misto viene proposto da gennaio a marzo: da prenotare con largo anticipo.
Informazioni e prenotazioni
Sito ufficiale del Centro di Priocca
Menu, prezzi e disponibilità possono cambiare: per organizzare la visita fate riferimento al ristorante.
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