A Monaco, in un bistrot francese dove il menù praticamente non esiste.
Vi porto con me a Montecarlo, più precisamente in uno dei suoi quartieri più antichi.
Qui resistono ancora piccoli palazzi di pochi piani, facciate Belle Époque, balconi in ferro battuto, cornici decorate e qualche preziosa ceramica.
È una Monaco diversa da quella delle grandi griffe, degli hotel monumentali e delle auto parcheggiate davanti al Casinò.
Una Monaco dove, almeno per qualche strada, si riesce ancora a respirare un po' della “Vecchia Monaco”.
Ed è proprio qui, al numero 4 di Rue Suffren Reymond, che troviamo Le Relais de Venise.
Un nome storico, nato a Parigi e diventato negli ultimi anni anche uno di quei posti che continuano a comparire sui social.
E siccome ogni tanto bisogna pur verificare se TikTok racconta cose vere oppure bubbole, siamo andati a vedere.
Una formula semplice. Quasi spudoratamente semplice.
La storia comincia a Parigi, quando il viticoltore Paul Gineste de Saurs rileva un piccolo ristorante a Porte Maillot, nel XVII arrondissement.
Il locale si chiamava già Le Relais de Venise e il nome rimase.
A cambiare completamente fu il menù.
L'idea fu quella di concentrarsi praticamente su un solo piatto: entrecôte, salsa della casa e pommes allumettes.
Una formula fissa, preceduta da un'insalata verde con noci e vinaigrette alla senape.
E soprattutto una particolarità: la carne viene servita in due tempi, in modo che la seconda parte rimanga calda fino al momento di arrivare nel piatto.
Una formula talmente semplice da sembrare quasi folle.
E invece ha funzionato.
Un pezzetto di Francia nella Vecchia Monaco
È un lunedì di settembre, una di quelle giornate che a Monaco sembrano non voler finire: limpida, calda, ma con una brezza marina che ricorda che l'autunno ormai non è lontano.
Avevamo letto delle lunghe code per entrare e, visto che per piccoli numeri pare non sia possibile prenotare, ci presentiamo praticamente all'apertura del pranzo.
Dentro cambia subito tutto.
L'ambiente è accogliente, vivace, rétro, lontanissimo dalle formalità delle grandi griffe monegasche.
È un posto accessibile, popolare, con tavolini piccoli, applique con paralumi di stoffa gialla e quelle sedie che...
Porca zozza.
Se avessi conservato quelle che aveva in casa mio nonno materno, adesso le avrei immediatamente messe nella mia cucina.
Anche la nostra cameriera è simpatica e gentilissima.
Scusami cara, non me ne volere, ma il tuo nome proprio non me lo ricordo.
In compenso mi ricordo benissimo cosa è arrivato dopo.
A tavola
Qui non devi perdere mezz'ora a studiare il menù.
La formula è quella.
E si comincia dall'insalata.
Una croccante insalatina verde con noci, condita con una classica vinaigrette alla senape.
Siamo in Francia.
La senape impera.
L'entrecôte
Subito dopo ecco sua maestà l'entrecôte.
Per me al sangue.
Per mio marito bleu.
In pratica quasi cruda.
La carne arriva ricoperta dalla famosa salsa della casa e immediatamente dopo le pommes allumettes invadono il piatto.
E qui devo ammetterlo.
La carne è fantastica.
Tenera, gustosa, senza un filo di grasso e cotta divinamente.
Mio marito, che mi conosce bene, è rimasto quasi più stupito dalla sottoscritta che dalla carne.
Perché io non sono una grande fan della carne rossa.
E invece ne ho mangiata una quantità che non si aspettava nessuno.
Me compresa.
Ma quando è buona, è buona.
La salsa segreta
Poi c'è lei.
La salsa.
Quella che vorrei saper rifare per condire da oggi in poi praticamente tutta la carne che passa dalla mia cucina.
Senape? Sicuramente.
Burro? Erbe aromatiche? Aglio? Acciughe? Worcestershire? Capperi?
Internet, naturalmente, è pieno di ricostruzioni e presunte ricette.
Io non so quale sia quella giusta.
E forse va bene così.
Una salsa segreta, in fondo, deve rimanere almeno un pochino segreta.
Il secondo servizio
Ad un tratto arriva di nuovo la nostra cameriera.
E questa cosa dei due servizi mica l'avevamo capita, tanto siamo abelinati.
Altro giro di patatine.
E il resto della nostra carne, ancora immersa nella salsa, mantenuta al caldo nello scaldavivande.
Più rétro e bohémien di così non so che dirvi.
Il mio momento ♥
Direi proprio questo.
Noi convinti di essere praticamente arrivati alla fine.
E la cameriera che torna con un'altra montagna di pommes allumettes e il resto dell'entrecôte.
La nostra faccia deve essere stata meravigliosa.
Perché il secondo servizio era scritto nella formula.
Solo che noi...
...non avevamo capito niente.
Nel bicchiere
Champagne.
Non perché fosse necessario abbinarlo per forza all'entrecôte.
Ma perché si doveva festeggiare.
E ogni tanto le motivazioni più semplici sono anche le migliori.
E i dolci?
Insalata, entrecôte, una montagna di pommes allumettes, secondo giro di carne, altra salsa, altro giro di patatine e champagne.
A quel punto avremmo dovuto assaggiare anche i dolci.
Non ce l'abbiamo fatta.
E siccome non li abbiamo mangiati, non vi racconto se sono buoni oppure no.
Però una cosa ve la posso mostrare.
Il banco dei “dolci finti”.
Che fa tanto anni Ottanta.
E, diciamolo, anche un pochino trash rispetto all'atmosfera rétro e romantica del locale.
Ma forse proprio per questo è perfetto così.
32 euro. A Monaco.
Nel settembre 2025 il prezzo della formula era di 32 euro a persona.
E considerando dove siamo, quello che arriva in tavola e il secondo servizio, io l'ho trovato accessibilissimo.
Durante la settimana la formula comprende anche una bevanda.
Il nostro champagne, invece, aveva una motivazione tutta sua.
Si festeggiava.
Il posto giusto per...
🥩 Chi ama la carne.
Qui non ci sono molte deviazioni possibili: l'entrecôte è la protagonista e bisogna aver voglia di mangiarla.
🇫🇷 Chi ha un debole per i bistrot francesi.
Tavolini piccoli, atmosfera rétro, servizio veloce e quella sensazione di essere finiti da qualche altra parte per un paio d'ore.
💶 Chi pensa che a Monaco sia tutto proibitivo.
Nel settembre 2025 la formula costava 32 euro. Una delle sorprese più piacevoli del pranzo.
🥂 Chi ha qualcosa da festeggiare.
Anche se, per quello, lo champagne ce lo abbiamo messo noi.
Ci tornerei? ♥
Sì.
Per la carne, per quella salsa, per le patatine e per l'atmosfera.
Ma anche perché è uno di quei posti costruiti intorno a un'idea semplicissima e portata avanti senza bisogno di inventarsi molto altro.
Una cosa sola.
Fatta bene.
E poi, diciamolo:
la prossima volta almeno so che arriva il secondo giro.
Quindi sì.
Esperienza promossa.
E per una volta devo ammetterlo:
TikTok non raccontava bubbole.
98000 Monaco
settembre 2025
durante la settimana
è inclusa anche una bevanda
perché si doveva festeggiare!
e il secondo servizio
ma con il desiderio di tornarci.”
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