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martedì 31 ottobre 2017

BOEUF BOURGUIGNON

Ebbene si, sono caduta pure io nel tunnel del boeuf borguignon.
La ricetta più famosa al mondo, dopo la pizza, resa celebre ai più, dal film Julie&Julia, è approdata pure nella mia cucina.
Per preparare questo succulento piatto, bisogna avere un po' di tempo e, sopratutto, una fondamentale pirofila di ghisa, che può essere una Le Creuset, o altra marca, ma che permetta il passaggio dal fornello alla lunga cottura nel forno. 
L'altro venerdì, ho mandato Marito a comprare un bel pezzo intero di scamone (che noi a Zena chiamiamo Cascia) e quando arrivato a casa, ho sparato a mille su Netflix il film Julie&Julia, libro The Mastering Art of French Cooking alla mano e, infine una buona bilancia con convertitore libbre - grammi, ho cucinato sto benedetto beouf. 
A esser sincera, ho alleggerito la ricetta del burro, non abbiatene a male, ma lo stomaco mio e dei commensali, non avrebbe retto al colpo. Capisco anche Julie Powell quando dice che il burro non è mai abbastanza, e pure con ragione; ma in quella particolare giornata non mi sembrava il caso. Inoltre ho evitato di usare la cotenna della pancetta, che prima va leggermente sobollita, perchè scusate, quello è un lavoro che proprio non riesco a soffrire. 
Ora, fossi in voi, proverei a cucinare questa ricetta, ed è proprio vero che vi farà esclamare: - Gnam! - appena un cubo di carne rosolata e cotta nel vino vi si scioglierà in bocca; non è poi neanche molto difficile: è solo un procedimento abbastanza lungo, ma molto divertente e gratificante. 


martedì 11 marzo 2014

SÛPREME DE VOLAILLE AUX CHAMPIGNON DI JULIA CHILD

Ovvero... PETTI DI POLLO AGLI CHAMPIGNON
Eccoci nuovamente con una ricetta di Julia Child, oggi pollo. Naturalmente cucinato alla francese. Prima rosolato nel burro, successivamente condito con una cremina a base di panna, davvero deliziosa. 
In pratica, per chi non lo sapesse,le sûpreme, sono i mezzi petti di pollo interi. Fatevi trascinare da Julia Child nella vera cucina francese, cucinate questa ricetta e la vostra cucina si riempira' dei profumi dei bistrot parigini.
julia child

Ingredienti per 4 persone
  • 2 petti di pollo interi
  • un piccolo scalogno tritato
  • 120 g di champignon a fettine
  • 70 g di burro
  • 230 ml di brodo di carne
  • 230 ml di vermouth/porto/madeira
  • 300 ml di panna 
  • un ciuffo di prezzemolo tritato
  • mezzo limone
  • sale e pepe nero q.b.

Tagliate a meta' i petti di pollo in modo da ottenere 4 parti chiamate sûpreme. Se risultassero troppo alte, tagliatele ulteriormente a meta' per orizzontale.
Strofinate i petti di pollo con il succo di limone, sale e pepe.
Mettete il burro in una casseruola sul fuoco moderato fino a quando comincera' a schiumare. Unite lo scalogno e fatelo rosolare qualche minuto facendo attenzione a che non imbrunisca. Quindi aggiungete i funghi e saltateli leggermente ancora per un minuto o due. Aggiustate di sale e pepe.
Ora passate i petti di pollo nella padella e rapidamente rosolateli da ambo le parti. Abbassate la fiamma e cuocete una decina di minuti. Quando i petti di pollo, tastandone la parte superiore, risulteranno elastici, saranno pronti.
Rimuovete i petti di pollo dalla casseruola e teneteli tra due piatti al caldo e preparate la salsa. Quindi aggiungete ai funghi il brodo e il vermouth/porto/madeira, e portate velocemente a bollore sul fuoco alto. Unite anche la panna e portate nuovamente a bollore finché la crema non sara' addensata, non piu' di cinque minuti. 
Allontanate dal fuoco, salate e pepate e spruzzate con qualche goccia di limone. 
Servite le sûpreme con la salsa e una spolverata di prezzemolo.

Note: La ricetta originale prevede la cottura di 6 minuti in forno a 200°C dell'intera casseruola coperta conun foglio di carta da forno imburrata, dopo aver fatto rosolare i petti di pollo. Dato che i polli che si comprano nei negozi, purtroppo, sono poco ruspanti, questo passaggio, l'ho allegramente saltato, per evitare di ritrovarmi delle fette di chewing-gum al posto delle sûpreme!

Immagine liberamente tratta dal web








Bon Apetit!

domenica 2 marzo 2014

LA REINE DE SABA DI JULIA CHILD

Quando mi sono riproposta di cucinare le ricette di Julia Child, pensavo di cucinare quelle poco conosciute, specialmente quelle che non si vedono nel film, ma l'altra sera, visto che Mary Poppins mi ha invitato a casa sua per una bella bourguignonne, ho pensato di rimanere in tema francese e portare un dolcino della Child. E volendo fare bella figura mi sono buttata sulla Reine de Saba, che comunque spospola gia' su internet. Tutti ne parlavano molto bene, visto che gli ingredienti per la sua realizzazione in casa li avevo gia' mi sono lanciata.
Consiglio 1: infornate la torta a forno caldo e non cuocetela piu' del tempo previsto! La bonta' di questo dolce sta nel fatto che rimane morbida e bagnata all'interno, così da non aver bisogno di farcitura.
Consiglio 2: se come me abitate in un condominio con il riscaldamento centralizzato, spegnete i caloriferi in cucina, almeno riuscirete a glassare la torta in tempo, prima che cominci a colare cioccolato e burro sulle vostre braccia. 
julia child recipes ricette di

Ingredienti per una tortiera da 20 cm di diametro 6 persone

Per la torta
120 g di burro morbido
120 g di zucchero + un cucchiaio
120 g di cioccolato fondente
2 cucchiai di rum o caffe'
3 uova
60 g di farina
60 g di farina di mandorle
un cucchiaino di estratto di mandorle

Per la glassa
60 g di burro
60 g di cioccolato fondente 
2 cucchiai di rum o caffe'

Per decorare 
mandorle a lamelle a piacere

Imburrate e infarinate una tortiera di 20 centimetri di diametro.
Accendete il forno a 180°C.
Sciogliete il cioccolato a pezzetti assieme al rum/caffe' a bagnomaria, fino a ottenere una crema omogenea.
Montate il burro con lo zucchero con le fruste elettriche per qualche minuto, fino a quando saranno spumosi, poi incorporate, uno alla volta i tuorli, tenendo da parte gli albumi.
Montate gli albumi a neve e quando saranno ben fermi, cospargeteli con un cucchiaio di zucchero e montate ancora per qualche secondo.
Aggiungete al composto di burro, il cioccolato fondente fuso, amalgamate bene.
Successivamente unite alla torta la farina di mandorle e l'estratto, mescolate bene, incorporate anche la farina setacciata. Ora aggiungete piano piano gli albumi.
Versate tutto nella tortiera e infornate per 20-25 minuti.
La torta sara' pronta quando infilando nei bordi uno stecchino risultera' asciutto, mentre al centro, dovra' uscire bagnato.
Sfornate la torta e fatela raffreddare nello stampo per una ventina di minuti, poi sformatela e portatela al raffreddamento completo su di una gratella (2 ore circa).
Preparate la glassa sciogliendo a bagnomaria il burro, il cioccolato e il rum/caffe'. Quando sara' tutto sciolto e omogeneo, trasferite la ciotola sopra un'altra piu' grande piena di acqua e ghiaccio e montate il composto con una frusta, finche' risultera' morbido, soffice e spumoso.
Stendete uno strato uniforme di glassa sulla torta, con l'aiuto di una spatola: fate questa operazione il piu' velocemente possibile per non sciogliere la glassa.
Infine decorate i bordi con lamelle di mandorle.



sabato 15 febbraio 2014

ASTICE ALL'AMERICANA O ARMORICANA DI JULIA CHILD

Abbiate il coraggio delle vostre azioni! Afferrate saldamente il coltello e zac! Non abbiate paura, lo shock per aver messo fine all'esistenza di un'astice passera' poco dopo, quando il profumo paradisiaco di questo piatto invadera' la vostra cucina.
Ora, consideratemi anche un'assassina, criticatemi, ma se avete "paura" di procedere alla crudele disfatta dell'astice, vi consiglio di tuffarlo qualche secondo in acqua bollente, oppure di metterlo in freezer per almeno un'oretta, cosi' da tramortirlo un poco. Quest'ultima e' la soluzione che preferisco, cosi' tutti i succhi del crostaceo non andranno sprecati nell'acqua.
Ecco una delle ricette estrapolate dal libro della Child. L'astice, che puo' essere anche un'aragosta, all'americana, o armoricana, e' un piatto piuttosto laborioso, ma con un po' di impegno ci si puo' riuscire.
Inoltre questo piatto si puo' preparare anche con un po' di anticipo, come descrivo nell'ultimo paragrafo prima della fine.

astiche americana armoricana julia child
Ingredienti per 6 persone

  • 3 astici
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • una carota 
  • una cipolla 
  • 2 scalogni
  • 2 spicchi di aglio
  • 60 ml di cognac
  • 450 g di pomodori maturi
  • 230 ml di brodo di pesce
  • 350 ml di vino bianco secco
  • un ciuffo di prezzemolo 
  • 85 g di burro 
  • sale e pepe nero q.b.

Lavate e pelate tutte le verdure.
Tagliate la carota e la cipolla a dadini piccolini e raccoglieteli insieme in una ciotolina. Tritate finemente lo scalogno e raccoglietelo, in un'altra ciotolina, con gli spicchi di aglio schiacciati.
Tuffate i pomodori in una pentola di acqua bollente, rigirateli per 3 secondi e scolateli con una schiumarola in una ciotola contenete acqua ghiacciata. Attendete qualche minuto, in questo modo riuscirete a spellarli facilmente. Togliete i semi e l'acqua di vegetazione e riducete tutto a dadini. Tenete da parte.
Dividete gli astici in due.. Utilizzate un coltello affilato e lungo, con forza partite dal centro della testa e, afferrando l'astice per il capo, praticate un taglio netto, deciso, sulla sua lunghezza. Rimuovete il sacchetto sabbioso e gli intestini. Conservate il corallo e il cervello (o materia verde).Staccate le chele e le articolazioni e spezzatele. Separatela coda dalla testa.
Scaldate l'olio in una larga padella finche' sara' bello caldo ma non fumante. Aggiungete i pezzi di astice,con la parte della carne rivolta verso il basso, e saltate qualche minuto. Girateli, affinché i carapaci risulteranno rossi brillanti. Rimuovete l'astice dalla padella e tenete da parte.
Versate nella stessa padella dove avete cotto l'astice la cipolla e le carote a dadini, cuocete tutto a fuoco lento, finche' le verdure non saranno morbide. Una decina di minuti circa.
Accendete il forno a 180°C.
Condite l'astice con sale e pepe, rimettetelo nella padella con le verdure, aggiungetelo scalogno tritato e gli spicchi di aglio schiacciati. Con la padella sul fuoco moderato, versate il cognac. Facendo attenzione al viso, incendiate il cognac con un accendino e agitate la padella lentamente finche' la fiamma non si sara' dissolta. 
Unite il brodo, il vino, i pomodori e il concentrato di pomodoro, mescolate bene, portate a ebollizione e trasferite, incoperchiato nel forno caldo. Regolate il calore cosi' da far bollire leggermente l'astice. Tenete in forno per 20 minuti circa.
Mentre l'astice bolle, passate al setaccio il corallo e il cervello tenuti da parte assieme al burro, raccogliete tutto in una ciotola e tenete da parte.
Quando l'astice e' pronto, mettetelo in un piatto. Se preferite tirate fuori la polpa dal carapace. 
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      se volete preparare il piatto in anticipo, fermatevi qui
 e conservate tutto in frigorifero, fino a mezz'oretta prima di servire 
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Mettete una padella sul fuoco e rapidamente fate bollire il sugo di cottura dell'astice, finche' non sara' leggermente addensato. Se necessario aggiustate di sale e pepe. 
Versate un bicchiere di salsa calda nella ciotola con la mistura di burro e corallo, amalgamate bene e riversate tutto nella padella aggiungendo anche l'astice. Scaldate tutto lentamente senza riportare a bollore.
Mettete le mezze aragoste nei piatti individuali e servite con la salsa calda.

Bene, se avete resistito a leggere tutta la ricetta, posso dirvi che ho cercato di rimanere il piu' fedele possibile nella traduzione della ricetta, ho solo invertito dei passaggi, mi sembra piu' logico dire di prepararsi tutte le verdure in anticipo, invece che citarle, magari durante un passaggio un po' difficile.
La salsa io l'ho passata al minipinner, per renderla puo' omogenea, spero non sia peccato!

Se vi interessa ora vi traduco il passaggio del libro che introduce la ricetta, che ho trovato davvero spassoso, anche perche' me lo sono immaginato con la voce della vera Julia Child!!
L' homard à l'àmericaine e' un'astice vivo tagliato in pezzi, saltato nell'olio finche' i carapaci diventano rossi, quindi fiammeggiato nel cognac e bollito con vino, sapori, erbe e pomodori. In Francia, a meno che non siate a una cena formale, la carne e' lasciata nei carapaci e gli ospiti  li scavano affiancati da una ciotola per le mani e un tovagliolo. Siamo a conoscenza che molte persone non francesi preferiscono che la carne sia rimossa dai carapaci prima di essere impiattata, il che e' abbastanza pesante, perche' significa piu' lavoro per il cuoco.
L'origine dell'homard à l'àmericaine e' oggetto di discussione. Alcune autorita' lo chiamano a l'àrmoricaine, nome che deriva dalla zona dell'Armorique, in Bretagna, dove nascono gli astici. Altri dicono che armoricana sia un nonsense, perche' il sapore di pomodoro, non e' tipico della Bretagna, anzi e' piu' facile che la ricetta sia stata creata da un cuoco parigino con inclinazioni provenzali che titolo' la preparazione in onore di un cliente americano, oppure in onore della provenienza esotica del pomodoro. In ogni caso, e' una splendida ricetta per l'astice.