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venerdì 2 settembre 2016

SPAGHETTI ALLA BOTTARGA E MAIONESE DI DATTERINI GIALLI

Tra i miei acquisti sardi non poteva mancare la bottarga. Io e marito ne andiamo matti, così, una volta all'anno, decidiamo di concederci il folle acquisto del così detto "Oro Rosso di Cabras".
Lui preferisce la bottarga di muggine, proprio tipica di Cabras, confezionata con le uova dei pesci allevati negli stagni della zona, e già nota ai tempi dei Fenici, proprio per la sua particolare bontà dovuta alle ottime condizioni climatiche e alla purezza delle acque degli specchi d'acqua in cui veniva prodotta. 
Voi lo sapevate che il termine bottarga deriva dall'arabo Bottarikh (uova di pesce essiccate)?  E nei secoli passati, era pregiatissima merce di scambio tra i popoli del Mediterraneo. 
Ancora oggi è merce preziosissima, ma ogni tanto fa pure piacere gustare qualcosa di diverso. 
Per uscire un po' dalla solita pasta aglio, olio e bottarga, ho voluto aggiungere come condimento una maionese/emulsione, di pomodori datterini gialli, che grazie alla sua dolcezza, elimina quel gusto "pescioso" dell'ingrediente principale, che ai più può risultare stucchevole. 
Buon appetito. 



venerdì 12 febbraio 2016

TAGLIOLINI AI GAMBERETTI ROSA, PISTACCHI E LIMONE

Ed eccoci arrivati al primo piatto.
Di una semplicità disarmante: pochi ingredienti, ma tanto gusto!
Consiglio spassionato, dato che di domenica il pesce fresco è impossibile da trovare e, giustamente, vi recherete in pescheria il giorno prima di consumarlo, pulite i gamberi appena arrivati a casa e conservateli in frigorifero, in un contenitore ermetico: eviterete che la testa annerisca (perchè i gamberi freschi e non trattati tendono a farlo) e che vi impuzzoliscano tutto il frigo.
Mi chiederete, allora perchè non comperarli surgelati? Ecco, sappiate che alla fine, quelli freschi sono meno costosi dei surgelati, nel cui prezzo pagate anche il peso del ghiaccio, e il sapore è davvero tutta un'altra cosa.
Inoltre, se siete bravi a impastare, potete utilizzare la mia ricetta che trovate cliccando qui, altrimenti potee sostituire i taglierini fatti a mano, con degli ottimi acquistati, magari nella vostra pasta fresca di fiducia, oppure dei bei spaghettoni di Gragnano.

san valentino

Ingredienti per 2 persone

  • 150 g di tagliolini freschi all'uovo
  • 400 g di gamberi rosadi media grandezza
  • 50 g di pistacchi sgusciati
  • un limone BIO
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale q.b.

Eliminate la testa ai gamberi privateli del carapace.
Tritate finemente i pistacchi tenendone da parte qualcuno intero per la decorazione.
Grattugiate la buccia di mezzo limone e conservatela in un piattino.
In una padella versate circa 5 cucchiai d'olio e scaldateli bene.
Unite i gamberi e saltate molto velocemente il tutto a fuoco alto per due minuti, quindi aggiungete metà dei pistacchi, mescolate bene e spegnete il fuoco.
Non importa se i gamberi risulteranno ancora un poco crudi, si cuoceranno successivamente con il calore della pasta. Diversamente, vi ritroverete con dei piccolissimi gamberi stracotti all'interno del vostro piatto.
Lessate i tagliolini in abbondante acqua salata, scolateli al dente e versateli nella padella con il sugo.
Unite anche la scorza di limone grattugiata e saltate tutto a fiamma vivace unendo, se necessario, ancora un filo di olio.
Suddividete la pasta nei piatti e decorate con i pistacchi avanzati sia tritati che interi.

domenica 20 dicembre 2015

VELLUTATA DI ZUCCA ARROSTO CON MAZZANCOLLE E SPECK

Verrà un giorno in cui riuscirò a dormire almeno fino alle nove? Non dico tanto, un sabato o una domenica...
No, perchè qui, tra lo spignattare e le pulizie varie casalinghe, più lavatrici a non finire, regali, lavoro, assemblee condominiali che mi accingo ad avere... non riesco mai a dormire 8 ore filate per notte.
Arriverà un giorno, lo so... ma non sarà sicuramente durante questo periodo natalizio.
Stasera vi propongo una ricettina per le feste davvero carina.
Una semplice crema di zucca, prima passata in forno, con uno sprint in più: le mazzancolle grigliate assieme allo speck.
Arrostendo la zucca in forno, prima di cuocerla, donerete un sapore diverso alla vellutata, davvero particolare.



Ingredineti per 4 persone:
  • 500 g di zucca mantovana
  • una patata di media grandezza
  • uno scalogno
  • 4 mazzancolle
  • 2 fette di speck
  • 5 rametti di rosmarino 
  • mezzo litro di brodo di verdure
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale e pepe nero di mulinello q.b.

Tagliate la zucca a fette longitudinali di circa 5 cm di spessore.
Distendete le fette su una placca da forno leggermente unta, unite i rametti di rosmarino e cuocete tutto in forno per una mezz'oretta a 180°C.
Quando la zucca sarà tenera, estraete la placca dal forno e lasciate intiepidire.
Nel frattempo affettate sottilmente lo scalogno, tagliate la patata a piccoli cubetti e rosolate tutto in una casseruola con 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva. 
Eliminate la scorza alla zucca e unite la polpa alla padella con le patate e lo scalogno. Rosolate pochi minuti, quindi unite il brodo caldo.
Lasciate sobbollire tutto per una ventina di minuti a fuoco lento, poi passate con il frullatore ad immersione, così da ottenere una crema densa. Aggiustate di sale e pepe nero.
Dividete a metà le fette di speck e ogni fettina su ogni mazzancolla.
Cuocete le mazzancolle in una padella bollente dove avrete scaldato un filo di olio extravergine d'oliva. Cuocete i crostacei 5 minuti per lato.
Adagiate sul fondo di un piatto la vellutata di zucca den calda, poi completate con una mazzancolla arrotolata nello speck, un filo d'olio a crudo e una spolverata di pepe.




giovedì 17 dicembre 2015

GNOCCHETTI ALLA BORRAGINE, TOTANETTI SALTATI E SALSINA DI POMODORO

Ecco che ho disatteso tutti i miei programmi e buoni propositi per dicembre!
Come avevo predetto! Probabilmente, questo è il vero programma che sono riuscita a rispettare: eludere tutti i miei progetti!
Comunque tornado alla cucina, che è meglio, lasciamo perdere la mia perpetua disorganizzazione, l'altra sera ho preparato a marito questo squisito e un po' diverso primo piatto.
Ora, mentre impastavo gli gnocchi, ero molto perplessa dalla consistenza dell'impasto, mentre li scottavo in acqua bollente ancora di più, quando li ho ripassati in padella nel burro, è stato amore a prima (o quasi) vista. Morale della favola, non spaventatevi se l'impasto degli gnocchi risulta un po' troppo morbido. Si stabilizzerà durante la cottura.
Ammetto che questa preparazione sia un poco difficile e impegnativa, vi ritroverete poi con una marea di padelle di varie dimensioni da lavare, ma potrebbe essere un'idea per la cena della vigilia di Natale. Magari se non siete in troppi attorno al tavolo.


Ingredienti per 4 persone 

Per gli gnocchi:
400 g di borragine (in alternativa spinaci teneri)
300 g di ricotta di pecora
60 g di farina 00
60 g di pecorino grattugiato, non troppo stagionato
un tuorlo d'uovo
noce moscata q.b.
olio extravergine d'oliva q.b.
2 noci di burro
sale e pepe nero di mulinello q.b.

Per la salsa:
800 g di polpa di pomodoro
una cipolla
una foglia di alloro
zucchero q.b.
olio extravergine d'oliva q.b.
sale e pepe nero di mulinello q.b.

1 kg di totani 
prezzemolo q.b.


Pulite le foglie di borragine e lessatele in acqua bollente per pochissimi minuti, scolatele e strizzatele molto bene, così da eliminare l'acqua in eccesso. Tagliatele a listarelle.

Passate al setaccio la ricotta e raccogliete tutto in una ciotola, unite la farina, il tuorlo d'uovo, sale e pepe a piacere, una generosa grattugiata di noce moscata e il pecorino. Mescolate gli ingredienti fino a ottenere un impasto omogeneo. Aggiungete anche le erbette e amalgamate.
Fate riposare l'impasto in frigorifero una mezz'oretta.

Intanto preparate il sugo, soffriggendo a fuoco lento la cipolla tritata in 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva. Unite poi la foglia d'alloro e la polpa di pomodoro, correggete di acidità con una puntina di cucchiaino di zucchero. Aggiustate di sale e pepe.
Cuocete il sugo a fuoco lento per una mezz'ora, finché non si sarà completamente ristretto.

Riprendete l'impasto per gli gnocchi, trasferitelo sulla spianatoia ben infarinata e fatene tanti cilindretti, staccatene dei pezzetti e piano piano, passandoli tra le mani, ricavate delle palline leggermente più grosse di una nocciola.
Una volta terminato l'impasto, tuffate gli gnocchi in una pentola ricolma di acqua bollente salata e, appena verranno a galla, scolateli con la schiumarola e distendeteli su di un largo piatto di portata.

Eviscerate i totani, eliminate il dente centrale quindi, lavatele e tagliate a rondelle le teste e dividete a metà i tentacoli.
Trasferiteli in una padella caldissima con un filo di olio extravergine d'oliva, saltateli per una decina di minuti a fuoco vivace, mescolando spesso.

Sciogliete il burro in una larga padella, unite gli gnocchi e dorateli su tutti i lati.

Servite il piatto con sul fondo un poco di salsina di pomodoro, i totani saltati al centro e gli gnocchetti intorno. Completate con una spolverata di pepe e un filo di olio extravergine a crudo.





martedì 24 novembre 2015

TI RACCONTO ZENA E I SUOI CARUGGI: DI VICO CICALA E DI FARFALLE CREMOSE ALLE CICALE DI MARE, ZUCCHINE E I LORO FIORI

L'ottocentesca usanza di titolare i vicoli con nomi di animali, in VICO CICALA non  è stata necessaria.


Anche se a me piace immaginare sia chiamato così per la sua vicinanza al mare, e di conseguenza, ricordi le cicale di mare, quei brutti crostacei bianchi tanto buoni, qui parliamo invece della storia di Genova.
La Famiglia Cicala,  originaria della Germania, che tra i suoi posteri annovera nominativi importanti tra cui GUGLIELMO famoso crociato, che assieme ad altri portò dalla Terra Santa le ceneri di San Giovanni Battista alla città e LANFRANCO, celebre saggio, legislatore e poeta del 1200.

Si narra che il nome e lo stemma di questa antica famiglia consolare genovese, presente in città già dal 950 circa circa, derivi dallo sciame di cicale che spaventò i pisani in battaglia contro Pompeo, portandolo alla vittoria. Al suo rientro assunse lo stemma con 7 cicale, diminuito a 5 negli anni successivi dai posteri. 

Siamo in Sottoripa, antico porticato genovese, risalente al 1300, forse ancora prima, di cui non mi risparmierò di raccontarvi più avanti; un piccolo caruggio, il cui inizio è sormontato da un'arco del XVI secolo, si intrufola nella città vecchia.


Alzate gli occhi, come del resto in tutto il centro storico di Genova bisogna sempre fare, ed ecco sopra la finestrella dalle sbarre rosse, una pietra rappresentante l'agnello, tipico simbolo che stava a indicare le antiche famiglie consolari, impolverata, purtroppo, ma non crederete mai, che questa stele, si è salvata da ben tre bombardamenti... Probabilmente i due stendardi ai lati opposti indicavano uno lo stemma della famiglia, l'altro quello di Genova, ma si sa il tempo, le faide e le guerre, cambiano un poco le cose.

Più avanti, al civico uno, troverete un portone, alzate nuovamente il capo, e guarda un po' la fortuna di aver un così bel ingresso di casa.


Un vico stretto e angusto, come del resto lo sono la maggior parte di quelli genovesi, che comunque viene tenuto in vita dalla presenza di un albergo e di un ristorante poco più avanti... altrimenti sarebbe già diventato un comune pissoire... senza dubbio...

Percorrendo tutto il vicolo, si arriva in una piazzetta, San Pancrazio, dove all'angolo troverete Palazzo Cicala, ma da questa angolazione, non sembra molto interessante, tranne per un gatto alla finestra.


Girate l'angolo e  vi ritroverete in un'altra piazzetta, Piazza dell'Agnello, e stupitevi pure, nell'osservare la maestosità e la bellezza di questo edificio. 




Ua targa commemora il passaggio e la vita di Lanfranco Cicala, che nel tredicesimo secolo, con le sue poesie d'amore in provenzale, contribuì a diffondere la poetica volgare. 


Bene ora, come ho detto prima, dato che mi piace immaginare che questo caruggio sia intitolato alle cicale, oggi vi posto una bella ricettina per una pasta con le cicale di mare.




Ingredienti per 4 persone
  • 160 g di farfalle rigate
  • 750 g di cicale di mare
  • 4 piccole zucchine con il fiore
  • prezzemolo q.b.
  • uno spicchio di aglio
  • sedano, carota, cipolla per il fumetto di pesce
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale e pepe nero di mulinello q.b.

Lavate le cicale sotto l'acqua corrente e tenetene 12 begli esemplari da parte. Le restanti scusciatele tutte. Conservate le teste e le code, che serviranno per il fumetto, mentre gettate il carapace. Raccogliete la polpa delle cicale in un piattino, quindi tenete da parte.
Lavate le zucchine e tagliatele a piccoli quadratini, pulite i fiori e fateli a brandelli con le mani.
In un pentolino, versate 400 ml di acqua, aggiungete un pezzo di sedano, uno di carota, una piccola cipolla, e poco sale. Portate a bollore, quindi unite i resti dei crostacei.
Lasciate sobbollire incoperchiato per una mezz'oretta, quindi spegnete il fuoco, fate intiepidire, filtrate e tenete da parte.
In una larga padella scaldate due cucchiai di olio extravergine d'oliva, unite l'aglio pelato, fatelo rosolare leggermente, poi unite le zucchine. Cuocete tutto a fuoco altro per 5 minuti al massimo, mescolando spesso. 
Lessate la pasta, scolatela a metà cottura e unitela alla padella con le zucchine.
Portate le farfalle a cottura in padella, aggiungendo di volta in volta un cucchiaio di fumetto di pesce, un po' come il risotto. Salate e pepate.
In ultimo, unite la polpa e le cicale intere, i fiori di zucchina e cuocete ancora pochissimi minuti a fuoco medio.
Servite caldo distribuendo equamente le cicale intere per ogni piatto e decorate con una spolverata di prezzemolo tritato.





sabato 5 settembre 2015

FUSILLI BUCATI CORTI, VONGOLE E COLATURA D'ALICI

Sto lavorando a un nuovo progetto per il blog, ancora top-secret, il quale mi diverte tantissimo. Certo è un poco faticoso, devo girare come una trottola per le vie di Genova, ma mi sta portando a conoscere volti e aspetti della mia città che ancora ignoravo.
E più giro, più mangio, più macino chilometri a piedi, più mi viene fame.
E l'altra sera, tornata da uno di questi miei giretti, dopo essermi fermata in una delle pescherie del centro storico, ho preparato questa primo di mare davvero corroborante.


Ingredienti per 4 persone

  • 320 g di fusilli bucati corti
  • 1 kg di vongole
  • 4 pomodori piccadilly
  • colatura d'alici di Cetara q.b.
  • uno spicchio di aglio
  • un bicchiere di vino bianco
  • un ciuffo di prezzemolo
  • un cucchiaio di farina
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale e pepe nero q.b.

facoltativa: 50 g di salicornia lessa per dare colore al piatto e decorare

Sciacquate le vongole sotto l'acqua corrente e lasciatele a bagno in acqua salata a spurgare per almeno due ore.
In una larga padella, scaldate due cucchiai di olio extravergine d'oliva, unite le vongole scolate dall'acqua, quindi cuocete a fuoco vivo per 2-3 minuti. Aggiungete il vino bianco e attendete che i molluschi si aprano completamente. Non cuoceteli troppo, altrimenti diventeranno duri.
Filtrate la loro acqua di cottura e appena fredde sgusciatele, tenendone da parte qualcuna intera per decorazione.
In una ciotolina, stemperate con un bicchiere di acqua, un cucchiaio di farina. Aiutatevi con una frusta, e amalgamate facendo attenzione a non formare grumi. Trasferite tutto in una larga padella, unite il prezzemolo tritato, l'aglio in camicia e due cucchiai d'olio. Appena il sughetto comincia a sobbollire e a stringersi (2-3 minuti) aggiungete le vongole appena sgusciate, mescolate bene, e spegnete la fiamma.
Intanto lessate i fusilli bucati corti al dente.
Tagliate i pomodori piccadilly a piccoli quadretti eliminando i semi e l'acqua di vegetazione.
Appena pronta, scolate la pasta e versatela nella padella con il sugo di vongole, unite la salicornia sbollentanta (se avete deciso di inserirla), i pomodori e un cucchiaino abbondante di colatura d'alici di Cetara.
Saltate tutto a fuoco vivo e portate immediatamente  in tavola.



mercoledì 12 agosto 2015

SPAGHETTI POMODORINI E COLATURA DI ALICI, CREMA DI SALICORNIA

Due ingredienti particolari, un unico piatto dal sapore di mare.
Per chi non conoscesse la "Colatura di alici di Cetara" e' una spremuta di acciughe. Praticamente, le acciughe conservate sotto sale, vengono spremute e l'acqua che se ne raccoglie diventa un saporito condimento per grandiosi piatti di spaghetti, e non solo.
La salicornia, invece, anche detta asparago di mare, è una pianta che cresce ai margini delle lagune, nei terreni salmastri e ha il sapore che puo' ricordare quasi il mare.
In cucina, si usano solo le punte più tenere. Usualmente, viene venduta in pescheria e già abbastanza ripulita dai più spessi e coriacei steli.
Sia la colatura di alici, che la salicornia sono ingredienti molto sapidi, quindi andateci piano, nel salare l'acqua della pasta!


Ingredienti per 4 persone
  • 320 g di spaghetti
  • 250 g di salicornia
  • 12 pomodorini datterini
  • un ciuffo di prezzemolo
  • uno spicchio di aglio
  • colatura d'alici q.b.
  • sale q.b.

Sciacquate sotto l'acqua corrente la salicornia e sbianchitela cuocendola in acqua bollente per circa 15-20 minuti. Scolatela e trasferitela in una ciotola piena di acqua e ghiaccio, così da mantenere il suo colore verde brillante. Conservate una tazza di acqua di cottura.
Intanto lavate i pomodori e tagliateli a metà o a piccoli cubetti.
Scaldate 4 cucchiai d'olio extravergine d'oliva in una padella assieme allo spicchio d'aglio in camicia e schiacciato. Unite quindi i pomodori, eliminate l'aglio e cuocete tutto a fuoco vivo per 5 minuti. Spegnete il fuoco e aggiungete un cucchiaino di colatura d'alici, Mescolate bene.
Frullate la salicornia con il mixer, unendo due cucchiai di acqua di cottura tenuta da parte e 4 gambi di prezzemolo, ma solo la parte piu' tenera. Dovrete ottenere una cremina, non troppo densa, simile alla passata di pomodoro, se necessario unite ancora un poco di acqua di cottura.
Lessate la pasta in abbondante acqua poco salata, metà dose di sale rispetto al solito, scolatela al dente e mettetela nella padella con il sugo di pomodoro e colatura di alici.
Saltate la pasta 2-3 minuti in modo che leghi bene al condimento.
Disponete in fondo a ogni piatto un velo di crema di salicornia, quindi adagiatevi sopra la pasta e spolverate con un poco di prezzemolo tritato.


sabato 13 dicembre 2014

RAVIOLI DI LENTICCHIE AL ZEMINO LEGGERO DI CALAMARI, LA MIA RICETTA PER PIERANGELINI

Quando ho letto di questo contest, ho subito preparato una ricetta, che poi postero nei prossimi giorni, ma con il passare del tempo, ho cominciato a pensare che la prima fosse un po' troppo banale, quindi ho cominciato a studiarci sopra. 
Ovviamente i due ingredienti, molto diversi tra loro, calamari e lenticchie, proposti da chef Pierangelini, per il contest di Lorenzo Vinci, spingono a cucinare davvero diverse preparazioni, ma io volevo fare qualcosa di diverso da solito calamaro ripieno.
Poi arriva quel momento in cui ti si accende la lampadina, e allora mi sono cimentata nella preparazione dei ravioli. 
Ravioli ripieni di lenticchie stufate, con un sughetto ispirato al zemin genovese (un piatto che implica la cottura lunga delle seppie assieme alle bietole), di calamari e bietole.
Un piatto che secondo me e' perfetto per l'ultimo dell'anno se non volete rinunciare alla classica tradizione che vuole le lenticchie sulla tavola del veglione come simbolo portafortuna per l'anno a venire.


Ingredienti per 4 persone

Per la pasta
150 g di farina 00
50 g di farina di semola
un uovo piccolo
sale q.b.

Per il ripieno
150 g di lenticchie
una piccola carota
uno scalogno
una piccola costola di sedano
un cucchiaio di parmigiano grattugiato
concentrato di pomodoro q.b.
brodo vegetale q.b.
curcuma q.b.
sale q.b.

Per il condimento
un calamaro grande (circa 600 g)
un piccolo mazzo di bietoline
50 g di pinoli
2 spicchi di aglio
sale e pepe nero di mulinello


Incominciate preparando la pasta fresca per il ravioli.
Sul piano di lavoro, mescolate le due farine e disponetele a fontana.
Rompetevi l'uovo al centro,unite un pizzico di sale, e piano piano impastate tutto energicamente incorporando anche un poco di acqua fino ad ottenere una pasta liscia e omogenea.
Avvolgete la pasta nella pellicola e lasciatela riposare almeno per mezz'ora al fresco nel frigorifero.

Per il ripieno, che si puo' preparare con largo anticipo, ammollate per una mezzoretta le lenticchie in acqua.
Tritate lo scalogno pelato, la carota e il sedano puliti, nel mixer, quindi trasferite il trito in una casseruola con due cucchiai di olio. Fate soffriggere dolcemente, poi unite le lenticchie scolate, mescolate per far insaporire, in ultimo aggiungete un poco di brodo e mezzo cucchiaino di concentrato di pomodoro.
Lasciate cuocere a fuoco lento per 20-30 minuti, controllando spesso, e aggiungendo del brodo ogni qualvolta le lenticchie risulteranno asciutte.
Portate a cottura i legumi, dovranno risultare molto asciutti. Aggiustate di sale.
Passate le lenticchie al mixer, trasferite tutto in una ciotola, lasciate intiepidire, quindi unite un cucchiaino di curcuma e il formaggio grattugiato.

Ora riprendete la pasta e stendetela in sfoglie, quindi confezionate i ravioli, disponendo su ognuna un cucchiaino scarso di ripieno alle lenticchie (mi raccomando freddo), coprite con un'altra sfoglia e ritagliate a quadrato con la rotella dentellata. Continuate fino al completamente degli ingredienti.
Disponete i ravioli su di un piatto ben distanziati tra loro e infarinati con la semola.

Pulite il calamaro, spellatelo. evisceratelo, eliminate il dente centrale, quindi tagliate la sacca centrale a striscioline e i tentacoli a pezzetti.
Lavate in abbondante acqua le bietoline, eliminate i gambi e tagliatele grossolanamente a strisce.
Scaldate in una larga padella 6 cucchiai d'olio, unite i pinoli e l'aglio in camicia, appena i pinoli cominceranno a scurirsi, aggiungete il calamaro e cuocete a fuoco alto una decina di minuti, mescolando spesso. Infine eliminate l'aglio.
A parte, in un'altra padella, cuocete le bietoline in un cucchiaio di olio ben caldo assieme allo spicchio di aglio in camicia. Fate saltare le verdure velocemente, per due minuti, non di piu', cosi da mantenerle croccanti.

Lessate i ravioli in abbondante acqua salata, scolateli leggermente al dente e trasferiteli nella padella con il condimento di calamari, insaporite bene, qualche minuto a fuoco vivo, in ultimo unite le bietoline e servite immediatamente con una spolverata di pepe nero.





venerdì 21 novembre 2014

CALAMARATA POLPO E CAPPERI

Ho assaggiato questo piatto in un ristorante, una volta. Poi l'ho rifatto a casa a mio marito e se ne e' innamorato.
Due ingredienti che assieme rendono speciale una pasta molto semplice.
Attenzione a non salare il sugo, visto che ci sono molti capperi, risulterebbe troppo sapido, mentre via libera con il peperoncino, se vi piace, questa ricetta e' ottima anche piccante.
Che ne dite per la vigilia di Natale, di portare il sapore del mare in tavola?



Ingredienti per 4 persone

  • 300 g di calamarata
  • un piccolo polpo 500-600 g circa
  • due pomodori perini
  • 2 cucchiai di capperi piccoli dissalati
  • 2 spicchi d'aglio
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • una carota
  • una costa di sedano
  • un ciuffo di prezzemolo
  • peperoncino piccolo intero q.b.
  • sale q.b.

Lessate il polpo in poca acqua bollente con la carota spezzata e la costala di sedano. Quando saranno trascorsi circa 20 minuti e la forchetta entrera' facilmente dentro i suoi tentacoli, il mollusco sara' cotto.
Fatelo intiepidire e spellatelo. Tagliate i tentacoli a rondelle e la testa a striscioline.
Incidete i pomodori a x sulla punta, e tuffateli in acqua bollente per 10 secondi, poi trasferiteli in acqua fredda ghiacciata e spellateli. Eliminate l'acqua di vegetazione e riduceteli a dadini.
In una larga padella, scaldate 6 cucchiai di olio extravergine d'oliva assieme all'aglio e al peperoncino tritati, unite poi i pomodori, il prezzemolo tritato e i capperi, quindi fate restringere tutto. Infine aggiungete il polpo a pezzetti e saltate a fuoco vivo qualche minuto.
Lessate la calamarata al dente. 
Scolate la pasta e trasferitela nella padella con il condimento assieme a un mestolo della sua acqua di cottura.
Saltate nuovamente a fuoco vivo per amalgamare tutti gli ingredienti e servite.

mercoledì 1 ottobre 2014

DISCHI VOLANTI GAMBERI E TROMBETTE

E finalmente da Eataly un formato di pasta originale, l'ho trovato! I dischi volanti di Afeltra. Anche perche' per preparare una pasta come questa, che oramai e' un po' banalotta, e si vede cucinata davvero in qualsiasi modo, ci voleva un formato di pasta insolito.
Tanto riproposta davvero in tutte le salse che e' quasi degna di nota da essere infilata nel classico della settimana che oggi ritorna.
E la mia pasta con gamberi e zucchine si differenzia dalle altre per la sua leggerezza. Prima di tutto ho eliminato la panna (che mamma mia odio, e fa tanto anni ottanta), niente pomodoro o salsa, e poi ho sostituito le zucchine con le  trombette che sono dolci tenere e conferiscono al piatto morbidezza.



Ingredienti per 4 persone:
  • 2 zucchine trombette
  • 600 g di gamberi rosa di media grandezza
  • un cipollotto
  • olio extravergine d'oliva q.b. 
  • sale e pepe nero di mulinello

Lavate e spuntate le trombette. Tagliatele a piccoli dadini di mezzo centimetro di dimensione.
Lavate il cipollotto e affettatelo molto finemente.
In una larga padella soffrigete in 3 cucchiai di olio extraverine d'oliva il cipollotto, quando sara' leggermente imbiondito unite le zucchine e cuocete a fuoco altro per 5 minuti mescolando spesso.
Salate e pepate leggermente e tenete da parte.
In un'altra padella cuocete i gamberi senza alcun condimento per circa 5 minuti. Appena vedrete che cominceranno a "dare la loro acqua" spegnete il fuoco e fateli intiepidire.
Sgusciate i gamberi e uniteli alla padella con le zucchine, filtrate la loro acqua di cottura e aggiungete anch'essa alla padella con il condimento della pasta.
Lessate i dischi volanti in abbondante acqua salata, scolateli e versate tutto nella padella con il condimento che avrete gia' riportato sul fuoco a scaldare.
Saltate la pasta assieme al sugo e unite un filo di olio a crudo.
Amalgamate bene tutti gli ingredienti e servite immediatamente.


giovedì 20 marzo 2014

SPAGHETTI AL PESTO DI BROCCOLATA E VONGOLE

Tra poco e' aprile e i pesci cominceranno anche loro ad apparire piu' economici tra i banchi del mercato. Oggi mi sono soffermata su un bel sacchetto di vongole veraci dal guscio colorato... poi sono passata dal verduraio, e ho trovato una verdissima broccolata.  Beh alla fine ho unito i due ingredienti... 
P.s. nella foto troverete anche dei piccoli gamberi rosa sgusciati, saltati in padella, uniti poi alla pasta, ma sono un ingrediente che, ovviamente, e' in piu' giusto per decorazione, visto che avanzavano...

spaghetti pesto broccoli vongole


Ingredienti per 4 persone
  • 320 g di spaghetti
  • 1 e 1/2 Kg di vongole veraci
  • una piccola broccolata
  • uno spicchio di aglio
  • un bicchiere di vino bianco
  • 60 g di pinoli
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale q.b.

Mettete a bagno le vongole: lasciatele un'ora in completamente immerse in acqua salata.
Lavate la broccolata e lessatela in acqua bollente una decina di minuti, dovra' essere tenera e la forchetta entrarvi completamente senza difficolta'.
Tagliate la broccolata a pezzetti, raccoglietela nel bicchiere del frullatore, unite lo spicchio di aglio a pezzetti, 50 g di pinoli, un pizzico di sale e frullate unendo a filo l'olio necessario per ottenere un pesto cremoso.
In una padella antiaderente tostate i pinoli rimasti e tenete da parte.
Sciacquatele vongole sotto l'acqua corrente e mettetele in una casseruola in cui avrete scaldato 3 cucchiai di olio extravergine. Saltatele un attimo, unite il vino, sfumate e coprite, cuocendo a fuoco vivace per 5 minuti circa, o comunque finche' le conchiglie non saranno completamente aperte.
Sgusciate i molluschi e lasciatene da parte alcuni interi per la decorazione. Tenete in caldo.
Versate il pesto in una terrina capiente.
Lessate gli spaghetti in abbondante acqua non troppo salata, scolateli e versateli nella terrina con il pesto, unite poi le vongole, mescolate bene (se necessario unite un poco di acqua di cottura della pasta al pesto per amalgamarlo meglio agli spaghetti) e servite.

giovedì 23 maggio 2013

SPAGHETTI CON LE COZZE... ALLA MIA MANIERA

Personalmente il classico sugo con le cozze con il pomodoro non lo adoro, anzi mi fa davvero schifo.
Di per se la pasta con le cozze rimane un classico della cucina, e si potrebbe classificare anche tra quelle ricette anni novanta! Che si trovava ovunque dalla pizzeria, al ristorante. Adesso forse un po' meno...
Allora con la mia mamma ci siamo divertite a creare questa ricetta, che poi io ho modificato aggiungendo i pomodori secchi, l'originale prevedeva i pomodorini pachino, quindi a voi la scelta.



Ingredienti per 4 persone
  • 2 kg di cozze
  • 320 g di spaghetti
  • 2 cucchai di capperi dissalati
  • 50 g di pinoli
  • 2 pomodori secchi
  • 2 acciughe dissalate
  • 2 spicchi di aglio
  • un bicchiere di vino bianco
  • un ciuffo di prezzemolo
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale e pepe q.b.
Pulite le cozze, eliminate il bisso e raschiatene i gusci. Raccoglietele in una grossa pentola con due cucchiai di olio extravergine d'oliva, uno spicchio di aglio e fatele aprire a fuoco moderato. Dopo qualche minuto unite il vino bianco e cuocete fino a quando saranno tutte aperte.
Eliminate le cozze dai gusci e tenetele da parte. Filtrate in un colino il loro liquido di cottura cosi' da eliminare tutte le impurita'.
In una larga padella versate 4 cucchiai di olio, unite lo spicchio di aglio rimasto, le acciughe e fate soffriggere tutto dolcemente. Unite poi i capperi tritati assieme ai pomodori secchi sciacquati velocemente in aceto e acqua. Aggiungete i pinoli e fate soffriggere velocemente.
Unite ora le cozze sgusciate e un mestolino di brodo, fate restringere per 2 minuti. Aggiustate se il caso di sale. Condite con una generosa grattata di pepe nero.
Lessate gli spaghetti al dente, scolateli e versateli nella padella con il sugo. Saltate la pasta, amalgamatela al sugo e servite con una spolverata di prezzemolo tritato.

sabato 18 maggio 2013

PACCHERI ASPARAGI E GALLINELLA

Oggi racconto di un piatto davvero squisito.
Ieri passando per il mio orefice di fiducia (il pescivendolo), ho trovato delle gallinelle meravigliose, di tutte le pezzature. E sopratutto in offerta! 
Allora mi sono ispirata alla classica pasta con il coccio napoletana, ma ho voluto aggiungere del mio!

Ingredienti per 4 persone
  • 350 g di paccheri
  • 1 kg di galllinella
  • un mazzo di asparagi piccoli
  • un ciuffo di prezzemolo
  • un bicchiere di vino bianco
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 2 spicchi di aglio
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale e pepe nero di mulinello q.b.

Eviscerate la gallinella sotto l'acqua correte. Ricavate i due filetti con un coltello ben affilato e raccogliete la testa e la lisca in una padella con uno spicchio di aglio e 300 ml di acqua. Cuocete il brodo una quindicina di minuti dal bollore, in modo che gli scarti del pesce rilascino tutto il buono.
Tagliate i filetti di gallinella a quadrotti non troppo piccoli e soffriggeteli in 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva scaldati con uno spicchio di aglio, unite poi il vino bianco e fate sfumare.
Pulite gli asparagi, eliminate i terminali piu' duri del gambo e tagliateli a rondelle spesse mezzo centimetro. Tenete intere le punte.
Unite le rondelle di asparagi alla gallinella, bagnate con il brodo di pesce e fate cuocere una decina di minuti
Lessate i paccheri al dente e saltateli nella padella con il sugo assieme alle punte degli asparagi tenute precedentemente da parte.
Servite immediatamente con una spolverata di prezzemolo tritato e un filo di olio extravergine d'oliva a crudo. 

lunedì 18 febbraio 2013

CASERECCE LIMONE E PEPE CON COZZE E CARCIOFI

I carciofi in questa stagione danno il loro meglio e sono ottimi preparati con qualsiasi tipo di ingrediente, dal pesce alla carne, per preparare primi veloci o ottimi secondi o contorni.
Tempo fa, in un negozio ho trovato queste caserecce al limone e pepe che mi hanno incuriosito molto e una volta arrivata a casa, dopo aver fatto un passo in pescheria e dal fruttivendolo, ho preparato questo primo piatto davvero semplice e dal sapore diverso.

Ingredienti per 4 persone
  • 320 g di caserecce limone e pepe (Cascina San Cassiano)
  • un chilo di cozze
  • 3 carciofi sardi
  • 2 bicchieri di vino bianco secco
  • 3 spicchi di aglio
  • 20 g di pinoli
  • un ciuffo di prezzemolo
  • sale q.b.

Pulite le cozze eliminando dal gusci eventuali incrostazioni e strappando il loro bisso.
Scaldate un filo di olio in un tegame assieme a uno spicchio di aglio, buttatevi le cozze, mescolate bene e unite il bicchiere di vino bianco. Fate sfumare, incoperchiate e attendete piu' o meno 10 minuti fino a  che tutte le cozze si saranno aperte.
Lasciate intiepidire, sgusciate e  tenete da parte.
Togliete ai carciofi le foglie piu' esterne, tagliateli a meta' e privateli della barba, successivamente dividente le meta' in tre, cosi' da creare degli spicchi.
Rosolate in una padella due spicchi di aglio schiacciati con i pinoli e unite i carciofi, saltateli velocemente, sfumate con il vino bianco e portate a cottura, se sono tenere ci vorranno pochi minuti. Eliminate l'aglio.
Lessate la pasta in abbondante acqua salata e scolatela al dente.
Trasferite la pasta nella padella con i carciofi, unite le cozze tenute da parte, mescolate bene a fuoco vivace e servite immediatamente con una spolverata di prezzemolo tritato.