mercoledì 16 novembre 2016

CORATELLA DI MAIALINO DA LATTE

E se è proprio vero che del maiale non si butta via nulla, oggi vi racconto della coratella di maialino. 
Una ricetta che ho atteso ben due anni per poter riprodurre e postare (clicca qui), ma che per motivi tecnici, ossia la reperibilità del prodotto, sono riuscita a eseguire solo lo scorso fine settimana, quando dalla Sardegna mi è giunta una bella metà di maialino da latte da arrostire. 
Per chi non la conoscesse, con il termine coratella, si intendono tutte le frattaglie dell'animale, cuore, fegato e polmone, che cotte assieme alla carne in forno, risulterebbero asciutte e "stopacciose", quindi solitamente vengono prelevate e cotte a parte in svariati modi. 
Per esempio:  il mio fidato macellaio in terra sarda, Stefano, dispensa sempre un sacco di ricettine semplici e sfiziose, adatte a non sprecare mai nulla, e questa preparazione mi è stata consigliata da lui, con una raccomandazione: niente aceto, come si fa normalmente per il fegato alla veneziana, la coratella è molto dolce, e l'acidità dell'aceto di vino bianco ne comprometterebbe il suo originale sapore.
Sono gusti molto particolari, e capisco pure che le interiora non piacciano a molti anche se molto nutrienti, ma quelle di maialino da latte, posso assicurarvi essere molto delicate e in cottura assorbono divinamente tutti i profumi degli ingredienti con i quali sono cucinate. 



Ingredienti per 4 persone
  • 300 - 400 g di coratella di maialino
  • 2 cipolle bionde
  • uno spicchio d'aglio
  • un bicchiere di vino bianco
  • 4 foglie di alloro
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale e pepe nero di mulinello q.b.

Lavate le interiora sotto l'acqua corrente, poi asciugatele e riducetele a pezzetti.
Pelate le cipolle, tagliatele a metà e affettatele sottilmente.
In una larga padella versate due cucchiai di olio extravergine d'oliva, unite l'aglio e le foglie di alloro e fate scaldare.
Aggiungete ora le cipolle, rosolatele a fuoco moderato finché saranno appassite e in ultimo versate la coratella.
Alzate il fuoco, fate dorare bene tutti i pezzetti di carne, sfumate con il vino bianco quindi, abbassate il fuoco e portate a termine la cottura cuocendo ancora per circa 15 minuti.
Infine salate, pepate a piacere e portate in tavola bello caldo.

giovedì 3 novembre 2016

POLPETTE CON SALSA DI MELE COTOGNE ALLA BIRRA

Ieri vi ho parlato delle cotogne sotto forma di mostarda, oggi seguendo il filone frutta dimenticata, vi propongo una ricetta salata.
Polpette di carne mista manzo e maiale, accompagnate da una salsina agrodolce a base di mele cotogne speziate sfumate alla birra.... e che birra!
Parliamo della Birra Dolomiti Pils, di Fabbrica di Padavena, una birra strettamente legata al territorio nella quale viene fabbricata, proprio come si evince dal nome. 
rigide regole disciplinano la produzione di questa birra: rispetto del territorio circostante e utilizzo di materie prime locali, creano una Birra a KM Vero. 
Le migliori risorse delle Dolomiti: l'acqua, il territorio e le sapienti mani degli agricoltori, permettono ai mastri birrai di creare una birra a mio parere veramente eccezionale.
E dove trovare la Birra Dolomiti? In questi giorni vi aspetta a Merano dal 4 all'8 Novembre al Merano Wine Festival, nello stand di Fabbrica di Padavena!

mele cotogne birra dolomiti

Ingredienti per 4 persone 

Per le polpette
  • 200 g di carne di vitellone tritato
  • 200 g di salsiccia di suino
  • un uovo grande 
  • un cucchiaio di pane grattugiato
  • peperoncino in fiocchi q.b.
  • 2 centimetri di radice di zenzero fresca
  • farina q.b.
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale e pepe q.b.
Per la salsa
  • 2 grosse mele cotogne 
  • una piccola cipolla bionda
  • il succo di  un limone
  • 2 centimetri di radice di zenzero fresca
  • 6 semini di cardamomo pestati
  • un bicchiere di Birra Dolomiti Pils 
  • un cucchiaio raso di zucchero semolato
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale e pepe nero q.b.

Semi di melograno e prezzemolo tritato per decorare 

Cominciate preparando le polpette: con le mani impastate le due carni, unite un pizzico di sale, un cucchiaino di peperoncino, lo zenzero tritato e il pane grattugiato.
Aggiungete un uovo intero e amalgamate tutto, in modo da ottenere un composto sodo e omogeneo. 
Formate delle polpette della grandezza di una pallina da golf, passando un poco di impasto tra le mani leggermente unte. 
Ad una ad una, una volta pronte, passatele tra la farina. 
Scaldate un filo d'olio extravergine d'oliva in una larga padella e rosolatevi le polpette in modo da dorarle bene da tutti i lati. Infine asciugatele  dall'olio in eccesso su carta assorbente
Ora dedicatevi alla salsa: pelate e tagliate a metà le due mele, quindi immergetele in acqua acidulata con il succo di limone. 
Tritate finemente la cipolla e rosolatela in una casseruola assieme 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva.
Aggiungete la polpa di una mela passata al mixer e tritata molto finemente quindi saltate tutto a fuoco vivo, infine unite la birra e fate sfumare. 
Unite alla salsa lo zucchero, i semini neri di cardamomo leggermente pestati, lo zenzero tritato, un pizzico di sale e il pepe nero macinato, mescolate bene e unite il bicchiere di Birra Dolomiti Pils. 
Sfumate la birra e adagiate delicatamente le polpette precedentemente rosolate.
Coprite la casseruola con il coperchio, abbassate la fiamma e lasciate cuocere a fuoco molto lento per almeno 15 minuti.
Nel frattempo tagliate la mela cotogna rimanente a cubetti non troppo grossi, tritate finemente un grosso ciuffo di prezzemolo e sgranate i semi di mezzo melograno.
Trascorsi i 15 minuti, unite alla casseruola con le polpette i cubetti di mela e terminate la cottura, a fuoco moderato, mescolando spesso. Se la salsa dovesse asciugarsi troppo, versate mezzo bicchiere di acqua calda. Quest'ultima operazione non dovrebbe richiedere più di 7-8 minuti, in quanto le mele cuociono molto velocemente.
Versate la salsa a base di mela cotogna su di un bel piatto di portata, adagiatevi sopra le polpette e decorate con i semi di melograno e il prezzemolo tritato.
Servite ben caldo, accompagnando con fiumi di Birra Dolomiti Pils. 

mercoledì 2 novembre 2016

MOSTARDA DI COTOGNE O MOSTARDA MANTOVANA DELLA MIA NONNA

Mela cotogna o solo cotogna?
Più conosciuta con il primo nome, questo antichissimo frutto autunnale fa parte di quegli alimenti dimenticati. Il cotogno, originario dell'Asia Minore era già coltivato dai Babilonesi nel 2000 a.C. ed è arrivato a noi grazie ai Greci che la consideravano la pianta di Afrodite e persino in epoca romana Catullo e Virgilio la citarono nei loro testi. 

Ma come mai, negli ultimi anni è caduta nell'oblio? Il cotogno produce due diversi tipi di frutti: maliformi (a forma di mela) e piriformi (simili alle pere) che oltre a essere ricchi di vitamine e sali minerali, hanno la sfortuna di essere molto delicati, quindi poco inclini ai trasporti e sopratutto veramente duri al taglio e leggermente aspri. 

mostarda di mele

Le cotogne hanno una pelle sottile e di color giallo intenso, ricoperta da una sottile peluria beige, ma la loro caratteristica più interessante è quella di sprigionare un profumo fruttato e floreale davvero delizioso, tanto che nei tempi passati erano usate come profumatore naturale per la biancheria. 

Veniamo ora all'utilizzo in cucina. 
Il sapore acre della cotogna, non è gradito al nostro palato e solitamente viene cotta abbinata ad abbondanti dosi di zucchero nelle preparazioni dolci quali marmellate, confetture o la famosa cotognata, una gelatina dura di questi frutti, che si ottiene facilmente anche grazie al generoso apporto di pectina presente all'interno, 
Di recente ho scoperto una ricetta anche salata, che vi svelerò solo domani. 
Dalle parti di Mantova, terra originaria della mia nonna (precisiamo: lei è nata teoricamente in provincia di Cremona, ma in un comune limitrofo all'inizio della provincia mantovana, quindi forse neanche lei sa da che parte stare), da secoli producono una mostarda, che non ha nulla a che fare con quella francese, proprio di mele cotogne e che è ottima gustata assieme a taglieri di formaggi e salumi, oppure per accompagnare un bollito di carne misto. 
Settimana scorsa, è arrivata a casa mia una borsa piena di mele cotogne dell'albero del giardino di nonna, e dato che lei, un po' per i doloretti, vuoi un po' l'età, sono anni che non prepara più questa ricetta, mi ha consigliato di confezionare questa mostarda davvero particolare. 


mele cotogne

La preparazione della mostarda mantovana si suddivide in 4 giorni, ma questo no deve spaventarvi, non è laboriosa come ricetta, occuperà solo un'ora in totale del vostro tempo, il resto è solo riposo. 
Unico piccolo neo è reperire uno degli ingredienti fondamentali: l'olio essenziale puro di senape per uso alimentare. Generalmente si compra in farmacia, ma solo le più fornite lo hanno subito disponibile, le altre vi faranno attendere qualche giorno per averlo. 
Altra nota importante sull'olio essenziale di senape, è che dovrete maneggiarlo con molta cura, perché come tutti gli oli puri, è tossico, quindi vi consiglio vivamente di adoperarlo solo indossando guanti, mascherina e occhiali. 
Per il resto, sarà tutto in discesa. 
Ecco la ricetta della nonna.

mostarda mantovana

Ingredienti per 2 vasetti da 500 g

  • 1 kg di fettine di mele cotogne (indicativamente 10 mele, dipende dalla loro grandezza)
  • 500 g di zucchero
  • il succo di un limone
  • olio essenziale puro di senape

Lavate le mele sotto l'acqua corrente per eliminare tutta la "barba", asciugatele molto bene ed eliminate la buccia con un pelapatate. 
Con un ottimo coltello affilato, tagliatele a metà, eliminate il torsolo e tagliate le mele a fettine spesse mezzo centimetro. 
Le mele cotogne ossidano molto velocemente, quindi vi consiglio di compiere questa operazione una mela alla volta e appena finito di metterle in un recipiente di vetro con il succo di limone, così da non farle annerire troppo. 
Una volta raccolte 1 kg di fettine nel succo di limone, aggiungete lo zucchero e coprite il recipiente. 
Lasciate riposare per 24 ore. 
Il giorno successivo, scolate il succo prodotto dalle mele in una pentola, e scaldatelo sul fuoco. Dal momento che bolle, fate addensare il succo per 10 minuti, quindi ricolatelo sulle mele ancora caldo. 
Fate riposare per 24 ore. 
Il terzo giorno ripetete l'operazione precedente. 
Fate riposare altre 24 ore.
L'ultimo giorno, versate succo e mele in pentola, quindi mettete tutto sul fuoco e fate bollire altri 10 minuti, non di più altrimenti farete la marmellata. 
Lasciate raffreddare completamente. 
Ora prendete l'olio essenziale di senape e, con le dovute precauzioni, versatene tante gocce quanto è il vostro grado di sopportazione del piccante:
  • 10 gocce per una mostarda leggermente senapata, delicata e più dolce,
  • 16 gocce per una mostarda tosta, 
  • 20 gocce per una mostarda strong (della serie ci piace piangere quando la mangiamo)

Mescolate bene e sistemate nei vasetti, coprendo bene le fette di mela con il loro succo.
Se desiderate conservare a lungo la mostarda, vi consiglio di sterilizzare i vasetti.

Buon lavoro!

lunedì 31 ottobre 2016

CHEF, FOODBLOGGER, CITTADINI E AUTORITA', TUTTI IN CUCINA AL PALAMARRONE DI CUNEO

In occasione della Fiera Nazionale del Marrone, che si è tenuta a Cuneo dal 14 al 16 ottobre 2016, Confcommercio, Conitours, in collaborazione con l'Assessorato alle manifestazioni e la foodblogger Silvia Leoncini (La Masca in Cucina), in Piazzale Europa è stata allestita una tensostruttura denominata Palamarrone, dove al suo interno si sono succeduti diversi eventi a tema gastronomico, per promuovere sua Maestà il Marrone.
La celebrazione della cucina della Granda, in tutti i suoi aspetti, grazie anche alla costante presenza del Team Cuochi Granda

Ma veniamo con ordine a raccontare l'evento principale che mi ha coinvolta: una vera e propria sfida a colpi di mestoli e misteriose scatole dagli altrettanto misteriosi ingredienti, tra foodblogger, cittadini, sponsor e autorità nella persona del Sindaco di Cuneo Federico Borgna e dell'Assessore Paola Oliviero.
A dirigere il tutto, con vivacità e  professionalità, il giovane chef Diego Bongiovanni, noto già per le sue partecipazioni alla trasmissione televisiva "La Prova del Cuoco". 
E i giudici? Grandi rappresentanze del mondo culinario e turistico della città di Cuneo, come lo chef Luciano Rava e il presidente di Confcommercio, ad assaggiare i piatti di volta in volta, prodotti dagli sfidanti.

La Giuria, in basso sulla sinistra La Masca in Cucina, Silvia Leoncini, e lo Chef Diego Bongiovanni

Divisi in coppia, i partecipanti una volta aperta la Mistery Box, decisa dallo chef Bongiovanni, dovevano in 20 minuti creare un piatto. 
E qui cari lettori, viene il bello. Il tempo è tiranno, e anche se hai la migliore compagna in cucina, Manuela Oliveri del blog A Dieta da Lunedì, cosa puoi combinare con una fetta di salmone fresco, un cardo, della panna UHT (orrore) e ovviamente dei marroni lessi?

Io (la Bionda) e Manuela (la Mora) a fianco con Luca Chiapella, organizzatore dell'evento, lo chef 

Solo 5 minuti ti partono a pensare che ricetta poter confezionare, il restante tempo, non ti accorgi neanche che sia passato e alla fine ti ritrovi con in mano un piatto di crespelle ripiene di salmone panna cardi e castagne, che obiettivamente sarebbero potute anche essere molto buone, ma il cardo avrebbe avuto bisogno di una lavorazione più lenta per eliminare il suo naturale sapore acre, e infine il piatto è risultato un po' amaro. 
Sfida vinta dagli avversari, ma a noi poco importa, qui l'importate è partecipare, e fare esperienza. Considerato che la sottoscritta era veramente la prima volta che si cimentava in una prova del genere e sopratutto in pubblico.

Silvia e Veronica 

Viene poi la volta di Silvia De Lucas del blog Silvia Pasticci e di Veronica Geraci di Home Sweet Food Home, entrambe una contro l'altra affiancate da cittadini iscrittisi alla gara, che sfornano due piatti straordinari, la prima degli ottimi spaghetti con caprino saltato e castagne la seconda una crema di patate con castagne e pere caramellate. 


Caterina e Fernanda

Ultime ma non meno importanti, Fernanda Demuru del blog Il Leccapentole e le Sue Padelle e Caterina Boagno de La Cucina di Katy e Lillu con il mare si sposa ai monti
Insomma, alla fine c'e' chi è uscito vincente e chi no, ma alla nostra squadra di Foodblogger non c'e' competizione, l'importante è trovarsi, conoscersi (la maggior parte di noi era la prima volta che si incontrava) e lavorare insieme, con il comune denominatore del cibo: ci piace scriverne, raccontarne e sopratutto assaggiarne!

A fine giornata, due squadre di eccezione si sono è aggiunte alla gara, il Sindaco Borgna accompagnato dall'Assessore Oliviero, contro una coppia di cittadini, una "vera sfida politica" a tema dolce: tiramisù contro profiterolles.


Assessore e Sindaco contro i Cittadini


Insomma, una giornata davvero piena di risate e divertimento tra amici e nuove conoscenze. Sopratutto un evento importante dove abbiamo imparato a sfruttare Sua Maestà il Marrone in tutte le salse, dal dolce al salato, dagli antipasti ai dessert più complicati.

Ancora grazie a tutti coloro che hanno condiviso assieme a me questa nuova esperienza, ma sopratutto uno speciale grazie a Silvia Leoncini che ha creduto nelle mie capacità, tanto da inserirmi nel team di foodblogger e nel suo speciale #MascaTeam

All'anno prossimo!







martedì 25 ottobre 2016

TORTA SOFFICE DI NOCCIOLE DELLE LANGHE

La torta di nocciole, o la torta dei 2, come la chiama mia nonna dato che gli ingredienti praticamente pesano quasi tutti 200 g, è una tortina adatta a ogni occasione. 
Si serve per merenda, ai bimbi appena tornati da scuola, pucciata nel té per colazione, oppure accompagnata da un ciuffetto di panna o una cucchiaiata di crema inglese come dessert serale. Insomma una torta per tutte le stagioni, meglio l'autunno, quando le nocciole sono belle fresche appena raccolte e durante la tostatura, mantengono tutti i loro aromi e profumi. 
Ma fate a ttenzione a quali comprate, prediligete sempre prodotti italiani, in particolare La Tonda Gentile delle Langhe, che a gusto, veramente "batte" tutti!



Ingredienti per 8 persone
una tortiera da 24 cm di diametro

giovedì 13 ottobre 2016

IL PALAMARRONE VI ASPETTA CON TANTI EVENTI ALLA FIERA NAZIONALE DEL MARRONE DI CUNEO (e ci sarò pure io!)

Quest'anno alla Fiera Nazionale del Marrone di Cuneo ci si diverte davvero tanto!

Da venerdì 14 a domenica 16 ottobre 2016, avrete l'opportunità di assistere a molteplici eventi di intrattenimento che accompagneranno la manifestazione per l'intera durata.



Novità di questa edizione è il Palamarrone: Conitours e Confcommercio Cuneo hanno ideato una tensostruttura, che sarà situata in Piazza Europa, sul quale palco, si alterneranno food blogger, chef famosi e giovani studenti della scuola alberghiera, ma non solo, per intrattenere il pubblico con un unico filo conduttore: IL MARRONE, in tutte le sue salse.




E ora viene il bello: sabato pomeriggio, Diego Bongiovanni, chef de "La Prova del Cuoco", capitanerà una sfida culinaria molto particolare, alla quale la scrivente, assieme ad altre foodbloggers, scelte da   Silvia Leoncini, alias La Masca in Cucina, una delle organizzatrici dell'evento, parteciperà con viva e vibrante soddisfazione!
L'idea è quella di creare ricette con marroni e castagne, in modo tale da riscoprire nella cucina di tutti i giorni un frutto il quale albero per molti secoli è stato considerato "l'albero del pane", appunto perché fonte di sostentamento anche nei periodi di carestia più nera.
Quale migliore occasione? Ai partecipanti verrà fornita una misteriosa scatola dagli ingredienti sconosciuti, e lo chef, con la sua energia e spontanea bravura, guiderà i concorrenti nella preparazione di ricette sfiziose!

Questo e molto altro ancora succederà a Cuneo tra venerdì 14 e domenica 16 ottobre, non voglio svelarvi tutto,  venite numerosi!

Se siete curiosi di altre info, cliccate QUI


mercoledì 21 settembre 2016

TORTA DI MELE E GOCCE DI CIOCCOLATO

Quando combini qualche casino, c'è sempre un rimedio. 
Che poi la soluzione non sia sempre semplice, questo è un altro discorso. 
Tipo l'altro giorno, mentre preparavo questa tortina, ho preso una di quelle cantonate da far cadere le braccia! Ma veramente, mi sono detta -Brava Polla!-, da sola. Anche se sapete che ho utilizzato un linguaggio più scurrile, ma non adatto a un blog di una signora, vi racconto che è successo.
Ho infornato la mia tortina, mettendo sul fondo dello stampo a cerniera un bel foglio di carta oleata, ma, ed ecco la vista più grande, non ho fatto come al solito, bagnando la carta forno perchè rimanga ben adesa al tegame, ho deciso di spalmare direttamente la base con dell'olio e poi adagiarvi sopra il disco antiaderente. 
Bene, dopo 10 minuti esatti di cottura, un fumo puzzolente, grigio e pestilenziale, ha cominciato a invadere tutta la cucina. In poche parole: l'olio è colato fuori dalla cerniera finendo direttamente sul fondo del forno. 
Un errore da principiante, una pecca da tontolona!
Butta via la torta (oramai diventata cancerogena e smontata), spegni il forno e vattene a letto che è meglio. 
La mattina dopo mi sono svegliata, con tutta calma ho pulito il mio puzzolentissimo forno, e ho rifatto la torta: questa volta con le dovute precauzioni. 
Alla fine una sofficissima fetta di profumata dolcezza assieme a un'ottima tazza di English Breakfast Tea TeEsspresso mi hanno rasserenato la giornata!



Ingredienti per 8 persone
uno stampo di 26 cm di diametro

  • 200 g di farina 00
  • 170 g di burro 
  • 3 uova
  • 3 mele renette
  • 100 g di cioccolato fondente extra
  • una bustina di lievito secco per dolci (16 g) 
  • un limone bio
  • un'arancia
  • cannella in polvere q.b.
  • sale q.b. 
per la decorazione 
  • 2 mele renette 
  • zucchero semolato q.b.
  • zucchero a velo q.b.

Sbucciate le mele e tagliatele a fettine sottili. Mano a mano che saranno pronte conservatele in una ciotola dove avrete spremuto il succo dell'arancia. Lasciate la frutta insaporire per una decina di minuti.
Utilizzando un coltello ben affilato, tritate il cioccolato grossolanemente.
In una grossa ciotola, lavorate i tuorli assieme allo zucchero, utilizzate la frusta elettrica alla massima velocità, fino a ottenere un composto spumoso.
Aggiungete il burro fuso, la scorza grattuggiata del limone, un pizzico di sale e la cannella. Mescolate bene.
Ora unite la farina setacciata assieme al lievito, incorporate bene il tutto all'impasto e in ultimo, aggiungete anche le mele e le gocce di cioccolato (lasciandone da parte una bella manciata per la decorazione). Amalgamate gli ingredienti.
A parte in una ciotola, montate a neve gli albumi. Utilizzate due gocce di succo di limone per ottenere albumi montati ben fermi, poi con molta delicatezza, incorporateli all'impasto con le mele.
Versate tutto in una tortiera rivestita di carta da forno.
Ora procedete con la decorazione: pelate e affettate le due mele, solo che questa volta le conserverete nel succo di limone, così che non diventino troppo nere.
Disponete le mele a raggera sulla superficie della torta, cospragete con un poco di zucchero semolato e infine il cioccolato tritato tenuto da parte.
Infornate a 180°C (forno caldo) per 40 - 45 minuti.
Verso fine cottura, controllate se il centro della torta è cotto utilizzando la tecnica dello stecchino: se verrà fuori pulito e asciutto la vostra torta sarà perfettamente cotta, altrimenti, abbassate leggermente la temperatura del forno, così da raggiungere la cottura desiderata.
Sfornate la torta, lasciate raffreddare completamente e decorate con succhero a velo a picere.


venerdì 16 settembre 2016

SATELLITE SARDEGNA: L'AGRITURISMO LI CASTEDDUCCI

Ci sono luoghi del cuore, dove quando anche a distanza di anni, ci ritorni e ti senti come a casa...
Dove ritrovi sapori e profumi, che ti fanno tornare bambino, anche a 400 km di distanza da casa.
Sono la cucina di Paola e l'accoglienza di Raimondo, e del loro bimbo Giovanni Antonio, che rendono speciale l'agriturismo Li Castedducci.

 
Nel pieno della campagna sarda, tra sugheri piegati dal vento e rocce modellate dai secoli, vicino ad Aglientu, pura Gallura, non sorge un agriturismo, ma L'AGRITURISMO, una vera azienda certificata bio che è sapientemente condotta dai coniugi Paola e Raimondo. 

giovedì 15 settembre 2016

ARROSTO AL VINO BIANCO E LE SUE TRE SALSE


Oggi posto un articolo in maniera diversa dal solito.


Tre ricette in una, volendo, avrei potuto anche viverci di rendita e trasformare tutto in tre bei articoletti, ma, non mi sembrava molto onesto, sopratutto perchè la base della nostra ricetta è l'arrosto al vino bianco, le salse descritte di seguito sono solo l'accompagnamento al nostro ingrediente principale. Allora, siete pronti?

martedì 13 settembre 2016

RIQUADRI AL PESTO DI FIORI DI ZUCCA E PISTACCHI, CON ZUCCHINE E BOTTARGA

Ultimi fiori di zucca. 
E per una che li ha cucinati veramente in tutte le salse, trovare nuove versioni è assai difficile. 
Finchè poi si accende la lampadina e provi a farci un "pesto", a crudo.
Ehhh..... pensavo venisse fuori una schifezza, invece si è rivelato davvero particolare e appetitoso. In più l'aggiunta della menta, oltre a eliminare l'amarognolo naturale dei fiori crudi, dona anche un effetto freschezza. 
Poi, neanche da sottolineare, ho utilizzato la pasta Verrigni, memore di una collaborazione di tempo fa, che è davvero fantastica e ora il pastificio umbro ha tirato fuori questi riquadri che sono davvero una bomba! Ogni morso è un'esplosione di bontà, perchè la conformazione di questo particolare formato di pasta, consente di raccogliere al meglio il suo condimento. 
Se avete voglia di azzardare, unite una bella spolverata di bottarga finale, in alternativa potete anche ometterla, che la ricetta rimarrà buona ugualmente. 


venerdì 9 settembre 2016

CROSTATA ALLA VANIGLIA, RICOTTA E FRUTTI DI BOSCO

Oggi, dolcino!!!
E quando marito chiede, moglie risponde e piazza la palla al centro. 
Lo scorso 18 agosto, marito ha comunicato che, per festeggiare il suo genetriaco, avrebbe gradito una crostata di frutta. - Vorrei però una cosa sfiziosa, sai amore, non la classica banale con la frutta mista sopra, magari potresti aggiungere pure un po' di zabaione! - Della serie, non facciamoci mancare proprio nulla.
Richiesta immediatamente stroncata, perchè tra l'accendere il forno, che sappiamo già a metà agosto essere un suicidio annunciato, e preparare lo zabaione, la mia cucina si sarebbe immediatamente trasformata in un girone dell'inferno Dantesco. 
Allora, senza digli nulla, al suo ritorno dal lavoro, gli ho fatto trovare questa leggera crostata: un guscio di frolla aromatizzato alla vaniglia, che racchiude una crema morbida di ricotta di pecora e una pioggia di lamponi, mirtilli e more. 
Nella descrizione ho indicato le dosi per una tortiera tonda di 28 cm di diametro, se invece vi viene lo "sghiribizzo" di preparare un dolce rettangolare, la frolla che avanzerà sarà ottima per confezionare piccoli biscottini da servire con il té.


mercoledì 7 settembre 2016

SATELLITE SARDEGNA: GITA A CAPRERA (parte II)

 (in caso ti fossi perso la Prima Parte, qui il link)

Terza tappa: I Mille - Snack Bar

Non si può venire a Caprera senza prima assaggiare un panino in questo posticino immerso nella pineta.
Ritornando dalla spiaggia, che sia mezzogiorno, pomeriggio o l'ora dell'aperitivo, più o meno a metà della strada asfaltata principale, tra la svolta per il Compendio Garibaldino e la località Stagnali, vi aspetta lo Snack Bar I Mille!


martedì 6 settembre 2016

CHILI ALL'ITALIANA

Sono arrivata ad una conclusione: penso di essere il peggior incubo dei negozianti al dettaglio.
Quando mi vedono entrare, si maledicono di aver aperto il negozio.
Dovete sapere che io sono una grandissima rompiscatole, nel senso che ti apro delle filippiche sul cibo che acquisto, che neanche la vecchietta più ciarlona di questo mondo si sognerebbe di fare. 
Io voglio sapere cosa compro, da dove viene e la sua storia. 
Specialmente se non conosco bene il prodotto. 
Insomma, ripeto, una scassaballe all'ennesima potenza. 
C'e' da dire però, che se mi accorgo che il commerciante è impegnato perchè il negozio è pieno, cerco di limitarmi, anche per evitare l'eventuale linciaggio degli avventori, ma ho piacevolmente notato, che se riesco a intavolare una discussione simpatica, le signore, che come me aspettano di comperare, mi assalgono con consigli culinari strepitosi. 
Ma non solo loro, anche il negoziante, se un po' appassionato di gastronomia, mi sgancia delle ricette incredibili. 
E quella che vi propongo oggi, viene proprio dal macellaio di Santa Teresa di Gallura, che vendendomi i famosi "pulpeddi", un impasto di coppa e "scarti buoni" di manzo, che ricorda molto la pasta di salame, ottimi per preparare i Chiusoni (qui la ricetta), mi ha gentilmente suggerito questa preparazione che io ho ribattezzato Chili all'italiana, perchè ricorda molto quello che mangiava il famoso Tenente Colombo utilizzando i craker per raccogliere il suo sughetto. 


lunedì 5 settembre 2016

SATELLITE SARDEGNA: UNA GITA A CAPRERA (parte I)

Caprera vale una levataccia una volta nella vita.
A dirla tutta, l'intero Arcipelago de La Maddalena, varrebbe più levatacce nel corso della vita. 
Acque cristalline, natura incontaminata, profumi di macchia meditterranea, rocce erose dal vento e calette strepitose, spiagge di sabbia bianca finissima con acqua trasparente. 
Le isole sono 62 in tutto, tra le quali Budelli, Santa Maria, Santo Stefano, Spargi e Razzoli, raggiungibili solo con il gommone o con i barconi strapieni di turisti che effettuano gite di una giornata, mentre le principali sono La Maddalena e Caprera, nelle quali ci si puo' spingere comodamente in macchina tramite traghetto.


venerdì 2 settembre 2016

SPAGHETTI ALLA BOTTARGA E MAIONESE DI DATTERINI GIALLI

Tra i miei acquisti sardi non poteva mancare la bottarga. Io e marito ne andiamo matti, così, una volta all'anno, decidiamo di concederci il folle acquisto del così detto "Oro Rosso di Cabras".
Lui preferisce la bottarga di muggine, proprio tipica di Cabras, confezionata con le uova dei pesci allevati negli stagni della zona, e già nota ai tempi dei Fenici, proprio per la sua particolare bontà dovuta alle ottime condizioni climatiche e alla purezza delle acque degli specchi d'acqua in cui veniva prodotta. 
Voi lo sapevate che il termine bottarga deriva dall'arabo Bottarikh (uova di pesce essiccate)?  E nei secoli passati, era pregiatissima merce di scambio tra i popoli del Mediterraneo. 
Ancora oggi è merce preziosissima, ma ogni tanto fa pure piacere gustare qualcosa di diverso. 
Per uscire un po' dalla solita pasta aglio, olio e bottarga, ho voluto aggiungere come condimento una maionese/emulsione, di pomodori datterini gialli, che grazie alla sua dolcezza, elimina quel gusto "pescioso" dell'ingrediente principale, che ai più può risultare stucchevole. 
Buon appetito. 



giovedì 1 settembre 2016

SATELLITE SARDEGNA: SA PANEDDA

Che i sardi siano un popolo di bravissimi caseari, lo sappiamo tutti, infatti uno dei formaggi più buoni al mondo, il pecorino, in quest'isola è prodotto in tutte le sue sfumature.
Oggi però voglio farvi conoscere un'altro formaggio, questa volta vaccino, tipico della regione: sua maestà Sa Panedda.
E' un formaggio fresco, a pasta filata, davvero delizioso. Dal gusto saporito, ma delicato.
E non a caso, quando mi reco in terra sarda, ne faccio incetta e ne spazzolo gran quantità.
Sono andata a cercare un po' di storia di questo formaggio, ma non è molto semplice capirne le sue origini, il sito Taccuini Storici, che se cliccate qui trovate il collegamento, cita qualche antico testo, parlando di monaci medioevali con sede in Sardegna che durante la settimana di quaresima preparavano un formaggio a forma di treccia proprio di pasta filata.
Insomma l'origine della panedda non è molto chiara, ma alla fine, la panza è quella che conta!
In pratica è una mozzarella stagionata, e come formaggio è molto versatile.

foto Instagram

martedì 30 agosto 2016

SATELLITE SARDEGNA: ovvero i racconti delle mie vacanze

Sono anni che mi reco a Santa Teresa di Gallura in ferie.
Lo trovo un paese davvero carino. Semplice, per nulla pretenzioso, fuori dalla mondanità e dal casino della vicina Costa Smeralda. 

Nonostante la sua vocazione tustica, qui la maggior parte delle attività apre a giugno per chiudere a fine settembre, rimane sempre un paese alla portata di tutti, dove si può ancora respirare aria sarda.

Piazza Vittorio Emanuele I, Santa Teresa di Gallura

CALAMARO RIPIENO SPECK E CAROTE CON SALSA ALLO ZAFFERANO

Come riempire per l'ennesima volta un calamaro, ma non cadere sempre nel banale?
Insomma, non è semplice trovare sempre nuovi accostamenti. 
Complice un bel pezzettone di speck, che mi era appena stato portato dall'Alto Adige, e dei meravigliosi pistilli di zafferano dell'Iran, ho voluto un po' azzardare. 
Forse la foto non gli rende abbastanza giustizia, ma credetemi, fotografare un calamaro ripieno e cercare di renderlo bello e appetibile, è risultata un'impresa abbastanza ardua.
Quindi non affidatevi per lo più alla foto, ma ai vostri sensi leggendo l'esecuzione della ricetta.
Ho volutamente utilizzato i pistilli di zafferano per rendere più scenografica la salsa, ma, dato il loro costo, quelli dell'Iran però sono meno cari e pregiati di quelli italiani, potete sostituirli con della semplice polvere di zafferano in bustina, che però sapppamo tutti non esser Oro Rosso in purezza, ma mescolato a qualche altra spezia, tipo curcuma, per eseltarne il colore. 
Un piccola e doverosa precisazione: mai come in questo caso le dosi sono indicative perchè, tutto dipende dalle dimensioni del vostro calamaro. Ma non scoraggiatevi, se vi avanza un poco di ripieno, confezionate delle piccole polpette, friggetele e servitele come decorazione al piatto finito. 
Buon lavoro!




lunedì 29 agosto 2016

MELANZANE IN AGRODOLCE

Sono rientrata dalle vacanze.
Brevi, veloci, intense.
E il rientro, obviously, è stato un dramma.
Ma mai come questa volta, ho imparato e appreso dalla terra sarda. E in preparazione c'e' pure una piccola rubrichetta...
Ora, che lo shock è passato, ho ripreso a cucinare.
Ed era tempo che marito mi chiedeva un piatto con le melanzane. Possibilmente dal sapore agrodolce.
Io ho fatto un po' di miscuglio tra le varie proposte regionali delle melanzane a scapece.
Ed è venuto fuori questo.
Buon appetito!


sabato 30 luglio 2016

ZUPPA FREDDA DI PANE CON CUORE DI MOZZARELLA

Ragazzi che calore!
La Liguria inoltre è famosa per la Maccaja. Voi la conoscete? Beh, per una volta nella vita bisogna provarla!
Sinceramente, la sensazione di appiccicaticcio addosso, la pelle bagnata, l'aria irrespirabile, carica d'umidità che ovviamente fa schizzare a livelli infernali la temperatura percepita, è un'esperienza davvero mistica. E non lo dico a caso, perchè al primo impatto vi verrà voglia di votarvi a qualche santo piuttosto che quella strana sensazione provocata dalla maccaja, finisca.
E quando ci sono questi giorni, a Genova, la voglia di cucinare vien meno, quindi si cercano piatti semplici, freschi e sopratutto unici, come questa zuppa di pane che oggi vi propongo.
L'idea mi è un po' venuta dalla pappa al pomodoro toscana e un po' leggendo il libro di cucina di Niko Romito, Unforkettable, che è davvero straordinario, apparentemente spiega ricette semplici, passo passo, ma via via, sfogliando le sue pagine, si possono apprendere tecniche da vero chef, molto interessanti.


venerdì 29 luglio 2016

INSALATA DI FAGIOLI, FRIGGITELLI E UOVA SODE

Devo ammettere che il libro "Eat Istanbul" è stato una fonte inesauribile sia di ispirazione che di ricette.
E dopo il türlü, che ha avuto molti riscontri e per il quale mia mamma ha abbandonato definitivamente la più classica rattatuia genovese, oggi vi propongo questa insalata molto semplice e salutare.
Come unica variante mi sono permessa di scottare leggermente i friggitelli, la ricetta del libro prevedeva di metterli crudi, ma quelli che ho trovato al mercato erano decisamente brutti da gustare al naturale. 
Il condimento utilizzato per l'insalata è lo za'atar, un mix di erbe aromatiche, principalemte timo, ma anche origano, menta e maggiorana secchi, mescolati al sesamo, tipico del Medio Oriente. E' un condimento molto profumato che, se avete la fortuna di reperire in qualche negozio etnico, non potete farvelo mancare!
Lo za'atar è un po' come il curry, non ne troverete mai uno uguale, la ricetta cambia a seconda di chi lo prepara, ma donerà ai vostri piatti ottime fragranze. 
Come sostituirlo? Potrete utilizzare tranquillamente uno, o più dei suoi elementi principali sopra indicati, secondo il vostro gusto. 


mercoledì 27 luglio 2016

UN MENU' PER IL CONTEST "LATTI DA MANGIARE" DELLE FATTORIE PALAGIACCIO

Anche quest'anno le storiche Fattorie Il Palagiaccio, hanno indetto un contest dedicato ai foodblogger.
"Latti da mangiare" è appunto il titolo della competizione e come regolamento, prevede la messa a punto di un menù degustazione di due piatti a sceltra tra: antipasto - primo, primo - secondo o antipasto - secondo.
Protagonisti del menù devono essere i formaggi da loro inviati ai partecipanti, ovvero Il Gran Mugello, il Blu Mugello e il Tartufino Mugello.

Appena uscito il bando, senza pensarci molto, mi sono candidata e, con sopresa mi sono stati recapitati a casa questi deliziosi formaggi. E qui è sorto il dilemma: cosa preparare?
Volevo creare un menù che rispecchiasse al meglio i miei gusti gastronomici, ossia esprimere attraverso il menù il tipo di cucina, e le sue influenze, che porto a tavola tutti i giorni.
Chi mi conosce, o meglio, chi assaggia i miei piatti, sa che mi piacciono molto sia la cucina etnica, specie quella araba e nordafricana, che quella più tradizionale, la cucina di casa, ovvero di Genova. Ma spesso mi piace scollinare e preparare anche qualche piatto piemontese, perchè parliamo chiaro, saremo anche regioni confinanti nemiche, ma la cucina piemontese batte 10 a 0 quella ligure.
Quindi come riuscire a comunicare queste mie passioni in un menù?


martedì 26 luglio 2016

APERITIVIAMO? CON BELLUSSI CUVÉE PRESTIGE E I MIEI CROSTINI MARE E MONTI

Estate. Voglia di aperitivo leggero e scanzonato.
E per un aperitivo, che sia in riva al mare o nel proprio giardino di casa, non può mancare Bellussi Cuvée Prestige 2015, e ovviamente i miei crostini di contorno, che anche loro spaccano in abbinamento a questo vino.
Dalla selezione delle migliori uve Pinot nero, coltivate nelle colline dell'Oltrepò Pavese, e rigorosamente raccolte a mano, nasce il Cuvèe Prestige 2015, un vino spumante, vinificato in bianco e ottenuto con il metodo Charmant lungo.  
Un vino che si caratterizza attraverso il suo bouquet aromatico e armonico, di eleganza assoluta, al quale l'azienda Bellussi ha voluto dare spicco anche attraverso un packging total black, accattivante e molto fashion, appositamente creato da un'artista per risaltare le qualità sensorali.
E l'altra sera, colta subito l'occasione per stappare il vino in giardino per un aperitivo tra amici, ho servito due semplicissimi crostini, freschi per accompagnamento a questo vino: uno con lo stoccafisso, a riecheggiare i ciccheti veneziani, e uno con pere e formaggio, a ricordare i sapori della campagna.


venerdì 22 luglio 2016

COPPA BIJOUX OVVERO GELATINA AL CAFFE' E CIOCCOLATO CON MOUSE DI RICOTTA ALL'AMARETTO

Ed è agar agar mania! Esatto, perchè da quando l'ho scoperto, o meglio, imparato a dosarlo, non posso farne più a meno per i dolci estivi. 
Questo prodotto, dalle proprietà gelificanti veramente ottime, si trova nei negozi che vendono merci biologiche, oppure nelle erboristerie. 
Oggi, ispirandomi alla tradizionale gelatina al caffè siciliana, ho voluto preparare queste coppette, "ipercaloriche", ma davvero molto buone (momento di autocelebrazione).
Due consistenze: gelatina morbida di caffè e cioccolato sotto e mousse soffice alla ricotta aromatizzata all'amaretto di Saronno. 
Per quanto riguarda nome e presentazione, mi sono ispirata alla famosissima coppa di cioccolato e panna che si trova al super. Insomma una piccola licenza poetica, lasciatemela.

gelatina al caffè e cioccolato

giovedì 21 luglio 2016

REGINETTE CORTE AL "PESTO" DI FETA, POMODORINI E PINOLI

Spesso d'estate sono alla ricerca di piatti veloci e buoni. Un po' come tutti, direi.
Spesso però, cucina veloce e bontà non vanno di pari passo. Vedo troppe ricette in giro in cui la velocità si abbina a schifezze già pronte, travasate direttamente dal barattolo alla pasta appena scolata, e con l'aggiunta di qualche spezia e qualche fiocchettino di contorno, diventano un piatto da grandi maestri...
Scusate, oggi sono critica, ma quando vedo una nota conduttrice di trasmissioni di cucina aprire il pacchetto del pesce già sfilettato comperato al super e, sentirle dire che è comodo , semplice, veloce e sopratutto buono, il mio stomaco viene improvvisamente colpito da un attacco di gastrite.
A mio parere, una ricetta semplice e veloce comunque deve avere al suo interno ingredienti salubri, non già in parte semilavorati o precotti. 
Si può tranquillamente cucinare un piatto in poche mosse senza l'aiuto di scorciatoie "furbe" ma insane, evitando di sporcare troppe stoviglie e portare in tavola una ricetta davvero golosa. 
Oggi vi consiglio questo "pesto", molto saporito, insomma, deve piacervi la feta, che si cucina nel tempo esatto, forse meno, della cottura della pasta.


mercoledì 20 luglio 2016

IL TIRAMISU' DI WILMA DE ANGELIS

Ma vi ricordate quando La7 si chiamava ancora TeleMontecarlo e trasmetteva i suoi programmi dal noto Principato oltreconfine?
E sopratutto, ricordate la Wilma De Angelis con i suoi programmi di cucina, dove la cantante insegnava ricette semplici alle casalinghe italiane? Ebbbene, io ero piccola, ma "Sale, Pepe & Fantsia" non posso dimenticarlo!
E ricordo bene mia nonna che, a un certo punto del pomeriggio, accendeva la tv per vedere quella che sarebbe stata una delle trasmissioni antesignana dei moderni cooking show in onda praticamente ovunque.
Una delle ricette di Wilma De Angelis che è entrata nella storia gastronomica della mia famiglia è proprio uno dei classici della cucina italiana: il tiramisù.
Ma attenzione, il tiramisù della signora De Angelis era, ed è, molto particolare: ricotta al posto del mascarpone e biscotti secchi, tipo petit beurre invece dei savoiardi. Molto leggero, ma allo stesso tempo saporito.
Inutile dire che la ricetta precisa è scomparsa col tempo perchè sia io che mia nonna, abbiamo perpetrato la tradizione preparandola "a occhio", però utilizzando sempre le uova a crudo, sopratutto quelle delle sue galline, possibilmente appena "fatte".
Di recente però, leggendo un libro di pasticceria, ho imparato come pastorizzare le uova per preparare il tiramisù, quindi colta l'occasione della collaborazione con Caffè Ottavo, e le sue ottime capsule compatibili Nespresso, mi sono messa di buzzo buono e ho approntato una ricetta con dosi e quantità precise, per condividere con voi questa delizia. 



martedì 19 luglio 2016

IL POLPETTONE CHE ACCONTENTA ANCHE I GUSTI PIU' DIFFICILI

Per noi genovesi, allontanarci dal classico polpettone di fagiolini e patate è veramente difficile. Specialmente nella bella stagione, quando i fagiolini sono veramente buoni e rendondono il nostro polpettone davvero unico e saporito.
Ma ogni tanto bisogna pur cambiare!
E così mi sono lanciata su questo polpettone, completamente vegetariano, che, a mio modesto parere, ha la peculiarità di piacere sia a grandi che piccini. 
Al suo interno, ci sono tante verdure, mescolate alle patate bollite, che come base non possono mai mancare, formaggio e uova. Il tutto poi cotto in formo. Il risultato finale sarà di un secondo, o piatto unico, dipende delle vostre esigenze, davvero leggero, saporito.
Come accompagnamento, giusto per non servirlo "nudo" nei piatti, ho pensato di preparare una maionese leggerissima di pomodoro, la quale ricetta trovate qui


Ingredienti per 6 persone
  • 4 patate di media grandezza
  • 4 carote
  • un porro
  • 100 g di piselli freschi sgranati (o surgelati)
  • 2 mazzetti di boraggine (in alternativa bietoline giovani) circa 200 g
  • un cuore di lattuga
  • 100 g di grana grattugiato
  • 2 uova
  • pane grattugiato q.b.
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • noce moscata q.b.
  • sale e pepe nero di mulinello q.b.

Lessate le patate in acqua bollente. Una volta cotte, pelatele e ancora da tiepide passatele nello schiaccia patate. Raccogliete tutto in una terrina.
Tagliate le carote a cubetti e, assieme ai piselli, lessateli per 5 minuti in acqua bollente. Successivamente unite tutto alle patate schiacciate.
Pulite le foglie di boraggine e lessatele per 2 minuti.
Tagliate il bianco del porro a rondelle sottili. Scaldate 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva in una padella e, a fuoco basso, rosolate il porro. Unite la lattuga e le boraggini tagliate a listarelle e cuocete ancora una decina di minuti, così da insaporire bene gli ingredienti. Fate intiepidire, poi unite tutto alla ciotola con le altre verdure.
A parte, battete leggermente le uova con il formaggio grattugiato, sale, pepe e una generosa grattugiata di noce moscata. Unite anche questo alla ciotola con le verdure e amalgamate bene tutto.
Allargate sul piano di lavoro un lungo foglio di carta da forno, oleatela  per bene e cospagetela di pane grattugiato.
Versate l'impasto del polpettone sopra la carta da forno e, con l'aiuto di quest'ultima, formate un grosso salsicciotto alto e spesso. Avvolgetelo completamente nella carta e adagiate tutto in una teglia.
Infornate a 180°C per circa 50 minuti.
Il polpettone sarà cotto quando vedrete che, spostando leggermente la carta da forno, la superficie comincerà a dorarsi.
Estraete il polpettone dal forno, scartatelo delicamente e fate raffreddare completamente.
Servite a fette accompagnando con maionese di pomodoro.


lunedì 18 luglio 2016

IL COCKTAIL PER L'ESTATE: IL GINGER COOLER ANCHE PER GLI ASTEMI!

Oggi marito/bartender ci propone un long drink della famiglia dei Buck cocktail, che, tecnincamente parlando, significa un drink a base di succo di limone, ginger ale o beer e zenzero.
Ma la curiosità della ricetta di oggi è che è preparabile in due versioni: alcolica, con aggiunta di rum, oppure senza distillato, per una bevanda più semplice, adatta anche a chi non gradisce l'alcol.  Il Ginger Cooler è un cocktail fresco, dissetante, non troppo alcolico, per chi ama i gusti speziati e agrumati.
Uno degli ingredienti fondamentali è il ginger ale, lo reperirete facilemente nelle drogherie, o nei negozi di liquori. Mi permetto di consigliarvi quello della Fever Tree, perchè molto delicato, fatto con oli di zenzero veri, non sintentici e sopratutto dolce al punto giusto.
In più come mio tocco personale, ho voluto servire come stuzzichino, sano e leggero, una bella ciotola di taccole condite con sale in fiocchi e accompagnate da salsa di soia nella quale intingerle.


venerdì 15 luglio 2016

BRIOUATS AUX AMANDES

Tempo fa vi ho raccontato che sono stata a lezione di cucina marocchina.
Oggi sono a proporvi, uno dei tanti piatti che la maestra Ouafae ci ha insegnato durante quell'occasione.
Andiamo sul dolce, molto dolce... quindi, se avete il diabete, lasciate perdere questa ricetta, in caso contrario continuate pure con la lettura. 
I Briouats sono dei fagottini di pasta brik ripieni di mandorle e zucchero, successivamente fritti e in ultimo irrorati di miele caldo e semi di sesamo. Questi dolcetti non opossono mancare sulla tavola della cena di interruzione del digiuno del Ramadan, proprio perchè ricchi di frutta secca che notoriamente da energia. 
La pasta brik è una specie di sottile crepe francese, senza uova, che si trova già confezionata, bella e pronta all'uso nei supermercati più forniti di cibi etnici oppure nelle macellerie hallal. Ouafae ci ha detto che si può anche preparare in casa, ma ci vuole abbastanza agilità e tecnica per creare sfoglie sottilissime e trasparenti, quindi, come primo approccio verso questo nuovo ingrediente, ho preferito utilizzare quella acquistata.
Tradizionalmente, i briouats vengono serviti con il te alla menta marocchino, anch'esso molto zuccherato, e così ho pensato che fosse un'ottima occasione per provare le capsule di TeEspresso Aroma Marrakesh Mint, te verde in foglia, aromatizzato con foglie di menta secca. Una delizia!


giovedì 14 luglio 2016

FINGER DI TONNO MARINATO IN CROSTA DI SESAMO

Finger food, mon amour...
Sopratutto d'estate e deve essere anche una preparazione veloce. Perchè fa caldo e non ho voglia di stare troppo sui fornelli a "trafficare".
Oggi vi propongo un semplicissimo finger a base di tonno fresco che a piacere potrete servire nei cucchiai oppure infilzato in un bello stecco.
Vi consiglio di comprare il filetto di tonno in una pescheria di fiducia, perchè se ne sentono talmente tante che a volte è davvero "spaventoso" non sapere l'esatta provenienza del pesce.
Vi basti sapere che il famoso tonno rosso, è praticamente introvabile, e, sinceramente, avrebbe un costo talmente alto che non varrebbe neanche la spesa per preparare questo finger food.
Il tonno che comunemente troviamo nei negozi è quello di qualità "pinna gialla", se siete fortunati e il vostro commerciante di fiducia è onesto, pescato nell'Oceano Atlantico e, a meno che non abbia subito trattamenti a base di monossido di carbonio, presenta carni dal colore rosso intenso. Diversamente, se trovate filetti già tagliati di colore vermiglio acceso, sappiate che sono stati preventivamente trattati con monossido di carbonio, tra l'altro pratica illegale, per rallentare la naturale decomposizione del prodotto.
Ora, non voglio impaurirvi, ma semplicemente mettervi in guardia da tutti i rischi che si posso incontrare a causa di venditori veramente scorretti.

finger food di tonno


mercoledì 13 luglio 2016

PANNA COTTA AL CAFFÉ OTTAVO

Lunedì, ore 13.30, finito il pranzo mi avvicino alla macchinetta per prepararmi un bel caffè.
Sorpresa: la mia mano, rovistando nel barattolone delle capsule, non trova nulla. Caffè finito!
Già in preda al nervosismo da astinenza mi stavo per mettere le scarpe per andare al bar, quando un profetico, quanto mitico corriere mi suona alla porta, e mi consegna un grosso pacco.
Mai collaborazione fu più tanto gradita.
Caffè Ottavo era arrivato alla mia porta!

Per chi non conoscesse questo prodotto, Caffè Ottavo è distribuito da Italytrade Srl, azienda gravinese specializzata nella produzione di capsule compatibili Nespresso® di caffè e te in foglia a marchio Caffè Ottavo e TeEspresso.
E a dire la verità sono molto buone. Spesso mi capita di acquistare al super capsule compatibili di diverse marche, ma mai mi avevano soddisfatto quanto caffè Ottavo. Cremoso, denso come quello del bar.
Caffè Ottavo propone ben 10  miscele differenti, tra le quali,  da vera caffè dipendente, la mia preferita è il FORTISSIMO! Un sapore deciso, strong, in grado di risvegliare anche i più assonnati.
Inoltre ho provato il caffè verde, ora tanto di moda per le sue proprietà benefiche e il basso contenuto di grassi, ma lasciatemi dire che buono è buono, ma lo consiglio di più a che ama il genere "tisana".
La prova decaffeinato, Caffè Ottavo l'ha superata egregiamente, un delizioso aroma fa dimenticare che il caffè che state bevendo è completmente privo di caffeina.
Passiamo ora a TeEspresso, capsule contenenti vere foglie di te, non quei pastrocchi liofilizzati e zuccherati, allietano veramente la giornata.
Earl Grey, Tè Verde, Mint Marrakesh sono solo un esempio delle varie fragranze a disposizione, e per i più esigenti, la collezione Wellness Aromaterapia, dove le foglie di te incontrano i profumi dei fiori e, al solo pensiero, mi vedo già in una spa, avvolta da una comodo accappatoio che sorseggio un Te Aromaterapia con le campane tibetane di sottofondo.
Nel sito di e-commerce troverete come acquistare le Capsule CaffèOttavio e TeEspresso, e se ancora non avete una macchina per preparare il caffè del bar a casa vostra, qui scoprirete che è semplicissimo acquistarla direttamente con un click.

Bene ora cominciamo con la prima ricetta a base di caffè! Una dolcissima panna cotta, dalla texture veramente differente perchè al posto della solita colla di pesce, utilizzo l'agar agar, dalle proprietà gelificanti, semplicemente miracolose!

caffè ottavo


giovedì 7 luglio 2016

GAMBERI ALLA TUNISINA

Un piatto che è un ricordo. 
Il ricordo di un viaggio, in Tunisia ovviamente, di tantissimi anni fa.
Ogni volta che preparo questi gamberi, mi vengono in mente tutte le risate che io e Federica, la mia compagna di viaggio, ci siamo fatte sulla costa di Mahdia. 
E una sera, nel grande buffet del villaggio, tra i piatti caldi preparati al momento, erano presenti questi buonissimi gamberoni, conditi con curry.
Quando ho richiesto la ricetta, già quindici anni fa giravo a rompere l'anima ai cuochi per scoprire nuove preparazioni, mi è stato spiegato che quelli che avevo mangiato quella sera, erano tipici gamberoni alla tunisina.
Ora, sinceramente, non ho idea di quanto i tunisini abbiano mai potuto permettersi i gamberi, e sopratutto a mio parere questo piatto è una rivisitazione, pure severamente proibita al popolo musulmano perchè contiene vino bianco. ma a me piace chiamarla così. 
Vi svelo il segreto di questa ricetta: un buon curry del tipo di Madras, non troppo piccante ma molto aromatico.
Per la foto poi, non criticatemi, ma sempre nell'ambito delle contraddizioni, tanto abbiamo capito che questa ricetta, di tunisino ha davvero poco, ho voluto impiattare questa pietanza nella piccola tajine, molto tenera e carina, che ho trovato l'altro ieri nei meandri della mia dispensa, souvenir dimenticato regalatomi da qualche amico tornato dal nord-Africa.

gamberi al curry

martedì 5 luglio 2016

MELANZANE ALLA GRIGLIA E SALSA SPEZIATA ALLO YOGURT

Caldo, caldo e afa.
Almeno qua in Liguria.
E voi mi direte, perchè non te ne vai al mare tu che puoi...
Ebbene si, sappiate del mare della Liguria, a me piace solo la parte da Spotorno in giù, quindi devo percorrere un bel po' di chilometri prima di arrivare a fare un bel bagno rinfrescante!
Sul piano gastronomico, va da se che il caldo un po' la voglia di cucinare, la faccia passare. 
Quindi via di griglia a tutto spiano!
Oggi vi propongo un contorno classico, le melanzane grigliate, impreziosito da una salsa leggera e stuzzicante!



Ingredienti per 4 persone
  • una melanzana grossa lunga
  • 170 ml di yogurt greco
  • un cucchiaino colmo di curcuma in polvere
  • 1/2 cucchaiino di zenzero in polvere
  • 2 cucchiai di acqua tiepida
  • un grosso ciuffo di prezzemolo
  • peperoncino in fiocchi q.b.
  • semi di sesamo nero per decorare
  • sale q.b.

Tagliate la melanzana a fettine spesse un centimetro circa e trasferitele in una ciotola, copritele con l'acqua fredda e un cucchiaino di sale.
Lasciate riposare per 30 minuti circa, quindi, scolate le fette di melanzana e asciugatele con carta assorbente.
Scaldate una piastra sul fuoco alto.
Grigliate le melanzane per circa una decina di minuti per lato finchè non saranno morbide e rigate di nero dai segni della piastra.
Fate raffreddare e conditele con un pizzico di sale.
In una piccola ciotola mescolate la curcuma e lo zenzero in polvere, diluite con due cucchiai di acqua tiepida e infine unite lo yogurt.
Mescolate tutti gli ingredienti con una frusta così da ottenere una cremina omogenea e delicatamente colorata.
Disponete le melanzane grigliate su di un piatto grande, irroratele con la salsa a base di yogurt, infine condite con il peperoncino a piacere e decorate con il prezzemolo tritato e i semi di sesamo nero.
Portate in tavola come contorno.

venerdì 1 luglio 2016

CIPOLLE RIPIENE DI PROSCIUTTO E PROVOLA PROFUMATE AL ROSMARINO

Oramai l'avrete capito: ho una passione intrinseca e sviscerata per i ripieni, di verdura in particolare.
Oggi vi propongo delle cipolle farcite di tanto bel prosciutto cotto e provola dolce.
Non abbiate paura per i vostri aliti, queste cipolle subiscono una "sbollentata" preventiva, che ha il potere di eliminare il sapore forte e acido, ma allo stesso tempo conserva la loro naturale dolcezza.
Un perfetto secondo freddo da servire ai vostri ospiti, ottime da preparare in anticipo e ancora più buone il giorno dopo.

cipolle ripiene di prosciutto


Ingredienti per 4 persone
  • 6 cipolle bianche di medie dimensioni
  • 150 g di prosciutto cotto (preferibilmente un fondino, o fondello)
  • 100 g di provola dolce
  • la mollica di un panino
  • un uovo
  • 10 aghi di rosmarino fresco
  • pane grattugiato q.b.
  • noce moscata q.b.
  • sale e pepe nero di mulinello q.b.

Sbucciate le cipolle e mettetele a cuocere in acqua bollente salata.
Bollitele per circa 15 minuti, fintanto che saranno abbastanza morbide da farvi entrare facilmente i rebbi di una forchetta al loro interno.
Scolate le cipolle e fatele raffreddare. Successivamente tagliatele a metà, e, delicatamente, svuotatene il contenuto, così da ottenere dei piccoli scrigni formati dalle foglie più esterne e spesse.
Raccogliete la cipolla scartata nel mixer e frullatela alla massima velocità assieme al prosciutto a dadini, la provola tagliata grossolanamente, gli aghi di rosmarino e la mollica di pane, fino a ottenere un impasto fino, omogeneo e sodo.
Trasferite tutto in una ciotola unite l'uovo, un cucchaiio di pane grattugiato e amalgamate bene. 
Infine condite con una bella grattata di noce moscata, sale e pepe nero a piacere.
Con l'aiuto di un cucchiaio, riempite bene l'incavo degli scrigni di cipolla colmandoli fino all'orlo.
Disponete le cipolle su di una teglia leggermente unta, irroratele con un filo d'olio e cospargetele con un velo di pane grattugiato.
Infornate a 180°C per circa 30 minuti, fintanto che il ripieno non risulterà bello dorato.
Sfornate e servite freddo.

giovedì 30 giugno 2016

TÜRLÜ, UN CLASSICO DELLA CUCINA OTTOMANA

I francesi preparano la Ratatuille, i genovesi la rattatuia, i turchi il Türlü.
Tre vocaboli diversi, per una ricetta molto simile.
Preparare il türlü è molto semplice, anzi la trovo una di quelle pietanze da cucinare mentre nel frattempo si legge un libro, magari al fresco del giardino, per sfuggire alla calura sprigionata dal forno.
Come tutte le ricette del mondo ottomano, anche questa prevede l'uso (e l'abuso) di alcune erbe aromatiche. Se dovessero non piacere, limitatevi al solo utilizzo del prezzemolo: il türlü, perderà un poco della sua freschezza tipica, ma di certo non rovinerete il risultato finale.
E' un piatto completamente vegetariano, leggero, ottimo come contorno per accompagnare secondi di carne e pesce, ma se volete portarlo in tavola come piatto unico, cospargetelo di feta a dadini, diventerà assai saporito.



Ingredienti per 4 persone:
  • una melanzana
  • una cipolla bionda
  • 2 spicchi di aglio
  • una patata gialla grande
  • 2 pomodori a grappolo
  • 2 zucchine trombetta
  • un peperone, meglio se verde
  • un cucchiaio raso di origano secco
  • 2 cucchiai rasi di menta secca 
  • 3 rami di di prezzemolo
  • un cucchiaio colmo di concentrato di pomodoro
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale e pepe nero di mulinello q.b.

Tagliate la melanzana a fette spesse 1/2 centimetro, quindi riunitele in una ciotola e copritele d'acqua, aggiungete un cucchiaino di sale e lasciate riposare una mezz'ora.
Successivamente scolatele, asciugatele e raccoglietele in una ciotola grande pulita.
Affettate le cipolle non troppo sottilmente.
Tagliete le trombette a rondelle un po' più spesse, circa due centimetri.
Dividete i pomodori in 8 parti e tagliate il peperone a fette spesse un centimetro, avendo cura di eliminare picciolo e semi.
Riunite tutte le verdure nella ciotola con  le melanzane e aggiungete anche gli spicchi di aglio e le patate pelate e tagliate a cubetti non troppo grossi.
In un bicchiere colmo di acqua tiepida, sciogliete il concetrato di pomodoro e versatelo sulle verdure. Mescolate bene, condite con l'origano e la menta secchi, le foglie e i gambi del prezzemolo tritati, olio sale e pepe a piacere.
Trasferite tutto in una grande pirofila e infornate a 200°C per circa un'ora. 
Di tanto in tanto date una bella mescolata alle verdure che, saranno pronte quando risulteranno dorate in superficie , ma tenere sul fondo della teglia.
Se per caso, le verdure dovessero cominciare a scurirsi troppo in superficie, coprite la teglia con un foglio di carta d'alluminio.
Sfornate il türlü e lasciatelo intiepidire.
Servite a piacere con più o meno brodo di cottura delle verdure. 
In ultimo, a piacere cospargete con la feta a cubetti.
Il giorno dopo è ancora più buono!


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